7 aprile| 1617 - 22 luglio| 1617 Alvise Zane, Marco Giustinian, Piero Quirini
Dispaccio del 3| dicembre| 1617|
N. (senza numero)
Serenissimo principe
Dalle nostre lettere di dieci ottobre passato la Serenità vostra haverà inteso l’homicidio commesso da alcuni turchi della Vrana sotto li sei del medesimo mese nella persona di un povero contadino da Zaravecchia et l’altro l’homicidio commesso il detto giorno dalla presente del detto morto in sua vendetta, contro un turco della Vrana. Per il qual caso non havendo noi tralassiato per quello che ci spetta di proveder contra li nostri et fatti efficace uffitio con il sanzacco perché si facesse il simile di suoi, havendolo a questo fine, et anco perché così comporta la conditione di tempi presenti, regalato del presente ordinario, non è stato possibile il conseguir alcuna cosa fuorché buone parole, ma si è partito dal confine lasciandolo nel termine di prima. Et mentre noi attendemo con ogni spirito a limitar qualsiasi altro disconcio et a levar ogni occasione ai turchi di far altro male, è successo che li 28 del presente, havendo l’illustrissimo signor conte di Sebenico espedito a questa volta un publico cavallaro con lettere dirette all’eccellentissimo signor general Belegno a noi in proposito del successo tra l’armata di Vostra serenità et la spagnuola, come haverà inteso, arrivato esso cavallaro tra il teritorio di Sebenico et questo di Zara, è stato assaltato da alquanti turchi pur della Vrana, et da quelli tagliatali la testa et poi squartato, sotto pretesto di disgusti ricevuti li anni a dietro, non dall’infidele, ma da altri da Sebenico, l’hanno affisso in quattro luochi con essempio di crudeltà, forse fin hora non più udita a questi confini; havendosi un’agà dalla Vrana mandate le dette lettere aperte col dir che così sieno stati trovati, di che tutto habbiamo data parte all’eccellentissimo signor bailo in Costantinopoli et all’arrivo et all’arrivo del nuovo sanzacco che esso signor bailo ci scrive mostrarsi ben affetto al servitio di Vostra serenità, non si mancarà di replicare con esso efficacissimo uffitio et far opera che si dia forma a tanti disordini, si che restando castigati li malfattori si habbi a vicinar bene et si levi l’occasione di continuar tutto il giorno in questi cimenti. Supplicando la Serenità vostra di dar ordini che ci sia mandato il presente ordinario quanto prima, a fine che per mancamento di esso non habbi il sanzacco a restar disgustato et si difficulti il negotiar, massime dovendosi tentar con lui il castigo di coloro che hanno svalisati quelli delle galere di mercanti che si salvarono in terra, per il qual effetto l’eccellentissimo signor bailo ci ha mandato un commandamento del Gran signore, sebene per esser la cosa vecchia si può sperare poco, et forse non sarà a proposito il premonir questo humore et per non haver prove sufficienti, et per non impedir il buon essito di quel che importa più per la quiete del confine, nel che ci anderemo segnalando come ci parerà comportar il servitio delle cose di Vostra serenità. Gratie.
Di Zara li 3 decembre 1617
Alvise Zane conte
Marco Giustinian capitano
Hieronimo Trivisan provveditor
Piero Querini provveditore generale della cavalleria
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro