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26 febbraio| 1617 Camillo Michiel

Dispaccio del 17 maggio| 1618|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe,
il 13 dell’instante mi capitorno le lettere della Serenità vostra delli 2 del medesimo col dispaccio per l’eccellentissimo signor bailo a Constantinopoli, et lettere per li illustrissimi signori rettori di Corfù resemi dal paron Triffon de Thomaso, il qual dispaccio et lettere furono immediate da me spediti in diligenza, conforme alla mente della Serenità vostra, con ordine espresso et efficaccissimo alli portalettere di far il viaggio con ogni possibile celerità, havendo anco eccitati quelli per Constantinopoli a far ogni maggior sforzo, con promessa di buona aggiunta di pagamento, giongendo in 19 o 20 giorni, Il parone suddetto della fregata, per l’informatione che ho presa, ha fatto il viaggio con ogni sollecitudine, et obbedito a gli ordini della Serenità vostra. Vedo da altre sue l’ordine che lei mi dà di invigilare alla custodia di questa piazza, et avertire alle insidie et stratagemmi del viceré di Napoli. Questo so essere mio particolar obbligo et cura, et vi ho sempre impiegato ogni spirito, così assicuro la Serenità Vostra che mentre sarò a questo […] non commetterò mai cosa possibile per adempire il mio debito, et ben servire a Vostra serenità. Ho fatto sì che li agalari di Castelnovo hanno fermata colli loro sigilli la copia della lettera, che per mio raccordo scrissero al chiaro, inviatami dalla Serenità vostra, et l’ho mandata all’eccellentissimo signor bailo, conforme all’ordine di Vostra serenità. Devono avicinarsi a questi di Cavegomina [?], et Osman bassà di Scutari. Questi sarà necessario mandar, come si suol osservare in casi tali, a salutarli et honorarli, né saprei a chi meglio commettere questo carico, che al signor governator Antonio Bolizza, il quale per la desterità et valor suo et per l’amicitia che ha nel paese, stimo sopra ogni altro attissimo ad impiegarsi in questo et diversi altri negotii pubblici che tutto dì occorrono. Diedi già conto alla Serenità vostra del bisogno et desiderio che havevo che egli fosse licentiato dal carico che tiene appresso l’Eccellentissimo Signor Proveditor General Belegno, perché possi restar qui per questi effetti tanto importante, hora mi occorre di aggiongerle che per l’occasion sudetta et altre diverse, ho fatto che egli si fermi qui et così [?] lo trattenirò fino ad altro ordine della Serenità vostra, et scrivo in conformità all’eccellentissimo signor proveditor general Belegno. Ricevei hieri l’occluso piego di lettere del Signor Vellutello per la Serenità Vostra, et hoggi mi gionge il dispaccio da Constantinopoli in zachetti doi, di tre spediti da Sua eccellenza, perché un zachetto è rimasto indietro con un portalettere, et immediate lo spedisco a Vostra serenità colla fregata paron Thomaso de Gregorio. Sono passate hoggi verso levante alla volta di Budua sei galere con una barca armata, che così avisano le guardie che servirà per riverenza alla Serenità vostra et ne do anco ragguaglio alli eccellentissimi signori generali tutto che credi che siano galere spedite da Sue eccellenze. Gratie etc.
Di Cattaro, li 17 maggio 1618.

Camillo Michiel, rettor et proveditor.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.