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26 febbraio| 1617 Camillo Michiel

Dispaccio del 17 maggio| 1618|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe,
nell’importantissima materia di sanità, continuo di invigilare et provedere con ogni spirito sì per preservare questa città et contado, che per gratia di Dio sono sanissimi, come per liberare Perasto dall’infettione di contaggio, il quale pare che non riceva maggior augumento, se ben giornalmente se ne ammalano et ne muorono. Mi conferisco frequentemente insieme con questi savi [?] alla sanità a Perasto, et fino alle boche a visitar le guardie et vedere come passino le cose, et questa mattina ho mandati per lo stesso effetto a Perasto detti savi [?], il ritorno dei quali sto attendendo, et haverà la Serenità vostra in fine della presente il numero de morti et de feriti fin hora. Vederà anco Vostra serenità dall’aggionto conto l’ordine et modo che faccio tenere nelle guardie, et la spesa che vi corre, la quale è sommamente necessaria in negotio di tanta importanza et fatta anco con ogni possibile risparmio. Ho già supplicato la Serenità vostra che si compiacci di significarmi se è Sua mente che queste spese siano pagate dalla città di Perasto, o pur dal pubblico, et quando si habbino a pagar dal pubblico che ella mi facci somministrar denaro, perché non attrovandosene in questa camera non so come poter supplire a questi bisogni, et così starò attendendo Suo ordine et provisione. Riesce più difficile la liberatione di Perasto, perché essendo li perastini huomini interessatissimi et molto avidi, sì come nel tempo del mio reggimento hanno due volte in manco di dieci mesi, per interesse di guadagno, introdotta la peste in questo golfo, così di presente per conservatione della robba et cose loro, pregiudicano all’interesse delle proprie vite coll’occultar quelli che si infettano il male fin che possono, il che, et ho io in effetto scoperto et mi vien confermato per relatione del loro stesso capitan, che si duole che non li vien da essi prestata ubbidienza, hanno essi perastini una concessione dalla Serenità vostra di poter essi dar prattica a tutti li vascelli che vengono da Venetia, Istria o Dalmatia, la qual gratia per non essere da loro instata colla circospettione dovuta in negotio di tanto momento, et perché per arrogarsi loro molto possono facilmente eccedere li termini limitatigli, ho stimato bene il raccordar riverentemente alla somma prudenza della Serenità vostra il metter in consideratione se tal concessione habbi bisogno di esser moderata o regolata. Feci nelle precedenti mie riverente instanza a Vostra serenità che si degnasse di commettere al Cardoso medico, condotto da questa medesima [?] comunità che si trova in Venetia, che debbi venir alla sua carica. Hora mi è parso di norma [?] raccordarglielo, et insieme esporgli che, se piacerà a Dio che cessi il male in Perasto, sarà necessario il fare un generale et diligente […] di tutte le robbe sottoposte a contaggio, senza il quale sboco [?] non si potrà mai sicuramente dargli prattica et per questo effetto convenirà mandare di qui ministri di lazareto et buon numero di operarii, perché di gente del paese non debbo né intendo in tal caso fidarmi. Credo che le provisioni sudette che da me hanno potuto dipendere siano opportune, ma per meglio assicurarsi sarrebbe necessario il tener due barche armate che di continuo scorressero questo canale perché siano essequiti gli ordini dati da me, et sarrebbero di presente meglio impiegate in questo servigio tanto importante che in alcun altro, et di questo bisogno ne do conto all’eccellentissimo signor capitano general da Mar et all’eccellentissimo signor proveditor general Venier. Mentre tuttavia scrivo, ritornano da Perasto questi Savi alla Sanità, et mi portano la qui aggiunta nota del numero delle case et persone che si trovano in essere a Perasto et alli lazareti, et parimente il numero delli morti et feriti. Havevo con buon pagamento accordati due huomini che servissero di sepelir li morti, abbruggiar le robbe infette et far simil cose necessarie. Di questi uno sta moribondo, et l’altro anche egli ammalato, et morendo costoro dubito che non si troverà chi vogli andar a prestar tal opera, sì che converrebbero li cadavari restar insepolti con pericolo di infettar l’aere, onde supplico la Serenità vostra a commettere che siano mandati di qui huomini per questo effetto. Gratie etc.
Di Cattaro, li 17 maggio 1618.

Camillo Michiel, rettor et proveditor

Allegati: lista del numero di abitanti e di case a Perasto, suddivisa per contrade e località, 17 maggio 1618 (1 c.); lista delle spese e delle decisioni fatte per il contrasto della peste, 2 maggio 1618 (1 c.)

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.