26 febbraio| 1617 Camillo Michiel
Dispaccio del 24 agosto| 1618|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe,
a 12 dell’instante mi capitò un dispaccio della Serenità vostra per consoli [?] resomi dal patron Vicenzo de Thomaso, con sue lettere di 30 luglio passato, et fu da me spedito in diligenza. Questa mattina poi ne ricevo un altro dal patron Triffon de Thomaso, con lettere di 10 instante, et similmente l’espedisco. Hoggi anco mi giunge un dispaccio dell’eccellentissimo signor bailo in sachetti 2 di 3, che mi avisa sua eccellenza havermi spediti, perché un altro sachetto è rimasto adietro con un portalettere, havendo però questi recato il sachetto che era rimasto adietro del dispaccio precedente, come avisai Vostra serenità, sì che spedisco in tutto sachetti 3 colla fregata patron Thomaso de Gregorio, et con aggionta di remi, al qual patrone ho commesso che debbi usare nel viaggio ogni possibile celerità, et non toccar nel viaggio luoco alcuno, et in particolare et per espresso dei ragusei, et gli ho fatte leggere et intimare le lettere della Serenità vostra in questo proposito, et così farò a gli altri patroni. Questa medesima commissione anco gli ho data già più mesi a tutti in conformità di quanto mi scrisse l’eccellentissimo signor bailo: ma non so che habbino trasgredito, perché il venirne in cognitione è non poco difficile. Ben ne impiegherò diligenza, et se ne troverò alcuno in mancamento lo castigherò, di modo che serva ad altri per avertimento et freno. Gionse qui a 6 dell’instante il signor governator Henrico Davila [?], che mi portò le lettere della Serenità vostra di 9 luglio della sua elettione in luoco del signor governator Antonio Coccapani, lo ho admesso a detto carico, et licentiato esso Coccapani, et spero che habbi la Serenità vostra a ricever da detto signor Davila ogni honorato et fruttuoso servitio. È capitato qui hieri l’altro Mehemet chiaus Vrenesia [?] di passaggio nel suo ritorno da Venetia a Constantinopoli. Lo ho fatto alloggiare commodamente et spesare colla sua corte, sì come tuttavia faccio, accarezzandolo et convitandolo alcune volte, et lo regalerò nel partire di alcune cere, zuccari et confetture. Si mostra benissimo affetto a gli interessi della Serenità vostra, et si loda in estremo delli buoni trattamenti, carezze et cortesie, ricevute da Vostra serenità, et nella città in pubblico et in privato. È passato per Ragusi, et afferma di haver nel viaggio da per tutto havuta informatione totalmente diversa da quella che procuravano di dargli li ragusei, anzi che havendolo essi ricercato a sottoscrivergli certa attestatione da presentar alla Porta a favore delle cose loro, gli li ha, per quanto dice, dinegata. Partirà esso chiaus di qui Posdimani, lo farò accomodare di 10 cavalli fino a Budua, per condur le sue robbe et accompagnar anco dalla stratia [?], come mi ha ricercato per sua sicurtà, et manderò anco seco il signor governator Antonio Bolizza, del quale altre volte mi son valso in diverse occasioni importanti, come ho dimostrato a Vostra serenità. Scrivo al clarissimo signor podestà di Budua che apparecchi una barca per detto chiaus, che lo conduca fino in Antivari, et in somma si parte contentissimo. Delle cose di sanità scrivo particolarmente a quell’eccellentissimo magistrato, et sono di […] mesi et 9 giorni che non è seguito in Perasto accidente alcuno, onde spero che habbi fra non molto tempo a restar totalmente libero questo golfo. Gratie etc.
Di Cattaro, li 24 agosto 1618.
Camillo Michiel, rettor et proveditor.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.