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22 marzo| 1618 Marin Grisoni

Dispaccio del 22 marzo| 1618|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe,
resto avisato da lettere dell’eccellentissimo signor proveditor general Veniero de 18 instante, ieri a punto ricevute, che si allestivano in Napoli quatro galee benissimo armate di gente da remo et da spada, per uscire a danneggiare nel Golfo, et in particolare nelle isole di Brazza et Solta, con pensiero di abbruciar certo luoco alla Brazza et prender ogni vassello venetiano che potessero incontrare, tentando anco la sorpresa della galea di mercantia, se lor venisse fatto, procurando di deludere con le bandiere di San Marco, et le gnachere all’usanza delle galee di Vostra serenità; questo aviso espeditomi da Sua eccellenza in diligenza con l’ordinario suo zelo verso il publico servitio, mi ha fatto chiamar questi clarissimi signori sopracomiti, destinati per scorta della galea predetta di mercantia, che sono il clarissimo signor Lorenzo Moresini de [...] Andrea et il clarissimo signor Polo Moresini, fì de […] Gierolimo, et communicatolo con essi non ho havuto che desiderare dalla prudenza et virtù loro nel prepararsi alle dovute avvertenze et circospitioni per il viaggio, disponendo parte delle barche armate, che le accompagnano all’aumento di quatro, a far la scoperta anticipatamente nel camino et parte alla diffesa delle stesse galee, munitissime certo, et di gente da spada, et di huomeni da remo, diffidando così il valor di questi due signori da ogni sospetto, che possano apportar le insidie nemiche, contro le quali mi è parso bene d’espedir anco in due barche picciole (per non haverne di altra sorte) cinquanta di questi poglizani soldati novi, essercitati col moschetto, a scorta delle medesime galee sino a Zara; non restando a tal proposito di considerare, con l’ordinaria mia riverenza, all’Eccellenze vostre, che per simili occasioni è neccessarissimo l’haver qui sempre pronto il corpo d’una barca armata, per poter servirsene con la suddetta gente in ogni occorrenza, in che pregole restar servite di dar qualche ordine, come pure delli denari per le sue paghe, all’Eccellentissimo signor provveditor general della provincia, perché con le paghe dell’altra militia, et poglizzana et italiana, possa questa anco a tempo restar sovenuta, et pagata, come è veramente [?] bene per servitio di Vostra serenità, che restarà certa in tanto non cessarsi di far le solite guardie sopra queste isole, perché scoperto qualsiasi vassello ne sia dato il segno, col fumo di giorno, et col fuoco di notte, a sicurtà di questa città, et lazzaretti, de quali oltre il carico della galea, et due fregadoni, che sono stati caricati con coli in tutto numero mille, e novecento in circa, sono rimasti in terra non liberi ancora di contumaccia altri coli numero settecento in circa, continuando giornalmente a giunger carovane, et restando io avisato trovarsi infinità di rote in paese; sendosi anco al fine rissoluto, a contemplation mia, un talle Imbraim Celebì turco principalissimo in serraglio di Bossina, d’espedir molte some di sue mercantie a questa volta, che si ritrovano hora in viaggio; dal che devo raccordar all’Eccellenze vostre la celere espeditione al ritorno di qua della galea di mercantia, per innanimir con gli mercanti alla continuatione di questo tantissimo negotio, che sarà, spero, ad onte di chi perfidamente procura il contrario sempre più per avanzarsi mediante la virtù innimitabile di Vostra serenità. Gratie.
Di Spalato, a 22 marzo 1618.

Marin Grisoni, conte et capitano.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.