22 marzo| 1618 Marin Grisoni
Dispaccio del 14 aprile| 1618|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe,
È capitato qui l'eccellentissimo signor proveditor general da mar Veniero che con l’ordinario suo zelo verso il servitio di Vostra serenità va tracciando le galee nemiche, le quali dicesi essere già uscite in Golfo per scorrer et apportar danno dove più loro venirà fatto; vi si è anco Sua eccellenza condotta da un grandissimo fortunale et per proveder alla sua squadra di otto galee (come ha fatto) delle necessarie vituarie, dando così anco una revista alla città et al novo terrapieno fattosi nel castello, comendato pure dalla sua virtù; ho discorso seco di molte et molte cose, et ne ho cavate profitevolissime confermationi allo scrittomi dal medesimo signore, circa li ragionevolissimi sospetti che si possono avere di questo blocco per li molti mali affetti che vi sono, et per gli diversi avvisi che la Sua eccellenza hauti in conformità da più parti. Tutto ciò move l’animo mio ad ingelosirsi nelle presenti congiunture, et doverà questa mia gelosia essere conosciuta da Vostra serenità (come è in effetto) per argomento infallibile della mia costantissima devotione: raccordandole umilmente ed supplicandola a ripararvi con quel provido dovuto avedimento [?] che è proprio della publica singolar sapienza; poiché, vedendosi unico fine negli nemici della destruttione di questa Scala, che è pur unico negotio di cotesta piazza, di tanto utile come ogni un sa (oltre il rispetto della publica riputatione) et insidiandolo essi quanto più loro concede la perfidia et la forza, né trovandosi in questo presidio più che 110 huomini da dividersi anco nelli lazaretti, resta così debole ogni diffesa che niente più, la qual nondimeno da pochissimo insensibil socorso si faria a sufficienza, et è che alli 30 fanti italiani fossero aggiunti altri tanti, solamente a fin che si potesse regolar la muraglia col nome in tempo di notte (più pericoloso et più atto a tradimento et sorprese et assicurarsi così da ogni ostil tentativo), oltre che resteriano le guardie alle porte meglio pressidiate, et così troncheria in tal modo i mali dissegni et l’ardire a nemici; et essendovi (come si sospetta) nemici interni, languiria in essi, per aventura, la iniquità dei pensieri, vedendo accresciuto il numero della militia italiana, disgiunta per la lingua, et per tanti altri rispetti in tutto segregata da loro; queste considerationi ditte ho io fatte pure al istesso Eccellentissimo Veniero, che le ha conosciute nel servizio delle Eccellenze vostre, altrettanto vere quanto bisognose di proportionato rimedio, havendomi promesso anco di trattarne con l’eccellentissimo signor Barbarigo capitano generale, quanto prima gli incontrerà di abboccarsi insieme, stimando sia ogni tardità pernitiosa al mal che certamente sovrasta; il qual ha conosciuto tanto maggiore quanto io le ho fatto veder sprovisto questo loco di artigliaria, et per fiancheggiarsi et per tener loro il nemico, della quale pure con tante mie lettere, forse non meno importune che oportune, ho io supplicata Vostra serenità dar ordine, havendo massime ridotto hora molti di questi abitanti (mostrando il popolo probabilissimi segni di fede verso di lei) ad essercitarsi col falconetto nell’arte di bombardiero, con fruttuoso avanzo, dove prima non vi era se non il solo capitano che ne possedesse qualche mezana cognitione; tanto ho voluto, con l’ordinaria mia riverenza, novamente dirle, perché resti servita di rissolver ciò che più stimerà di interesse, il quale sa Dio movermi unicamente, supplicandola genuflesso per quel zelo che ne conserva a comandarne una celere visione; bastando a me di aver (come doveria) rappresentare alle Eccellenze vostre il bisogno, per sottrarmi in ogni caso (che la Dio clemenza non permetta) dalla nota di quella neglienza, che atto di volontà posponerò sempre e prontamente alla stessa che nel servizio et nel beneplacito della mia Patria. Gratie etc.
Di Spalato, a 14 april 1618.
Marin Grisoni, conte et capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.