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22 marzo| 1618 Marin Grisoni

Dispaccio del 22 aprile| 1618|

N. (senza numero)    

Serenissimo prencipe,
tanto è lontano dal vero, che io habbia potuto dar ordine al signor Velutelli di promettere sin otto colori per testa alli soldati che venissero al servitio di Vostra serenità, quanto io non ne ho autorità da Lei, né devo usar questa temerità di arrogarmela. Ben è vero che, havendomi egli per information sua richiesta l’opinion mia, ho da havergli scritto che li illustrissimi signori rettori di Zara havevano promesso sino tre et quatro colori al più per huomo, a chi delli sudditi del Signor turco fosse passato in servitio delle Eccellenze vostre illustrissime, le quali, obedendo io prontamente, ho subito espedite le dirette a detto signor Velutelli, che ad ogni modo saranno in tempo per le difficoltà che, in due anni che si ritrova per tal effetto in Bossina, ha egli sempre incontrato nel far gente; non dovendo io a tal proposito, et per argomento probabile del risparmio, et di ogni avanzo che procurarò al publico interesse, restar di dir loro riverentemente che alli ottanta soldati novi introdotti in questo pressidio da me di ordine publico, et pur sudditi tutti del Signor turco et del paese di dentro, in due et tre giornate non ho loro fatto un minimo donativo, tutto che non habbino paga più che tre soli ducati al mese, né meno appresentato per essi alcun di questi ministri confinanti, a spese però di Vostra serenità. Non so mo [?] se mi sarei allargato tanto in altra occasione, o se il signor Velutelli, per mia disaventura, haverà preso in cambio nelle mie lettere il tre per il sette, o il quatro per l’otto, che servirà a umilissima dovuta essecutione delle ducali delle Eccellenze vostre Illustrissime de 9 instante hoggi solamente da me, con l’ordinaria mia riverenza, ricevute. Gratie etc.
Di Spalato, a 22 aprile 1618.

Marin Grisoni, conte et capitano.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.