22 marzo| 1618 Marin Grisoni
Dispaccio del 13 giugno| 1618|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe,
si sono al fine disciolte affatto da questi confini le radunanze fatte a giorni passati da turchi, sendosi ridotta una parte della gente verso Clissa, tre giornate distante di qua, et il sanzacco inviatosi alla porta, in persona, per provedere il solevo de suoi presenti travagli; sono io stato in ciò favorito dal Signor Dio col mezo di questi agà di Clissa, che hanno ad instantia mia operato col loro cadì, perché si rimovessero (come hanno fatto) di rivedere in questi tempi la materia di usurpation de confini, circa che (in particolare) certo Alì Cliato turco, che fu questi mesi a dietro emiro [?] qui della scala, si è mirabilmente et fedelmente adoperato. Concorrono al solito abbondantissimamente le mercantie a questa scala, et già (sin hora) vi si attrovano da 3.000 coli in circa; dovendo io a tal proposito riverentemente significare a Vostra serenità che continuano li ragusei a confermar la perdita delle loro speranze intorno al disturbar più questo importantissimo negotio, poiché certo mercante loro, chiamato Vincenzo Honzalì, che ha molto trafico in Ancona, per la corispondenza che ne tiene in Provaria, nel Mar Negro, si è gia rissoluto di passarsene costà dove hora si attrova, per investir molti migliara di scudi in pannine, et condurle poi con le galee di mercantia qui, incaminandole per questa scala in paese; abbandonando essi così il pensiero di poter passarsene più da sotavento [?] in Ragusi; come hanno pur fatto due turchi mercanti, da Mostar, che con buona quantità di pellami erano capitati in Ancona et di là si sono incaminati a cotesta volta; persuasi a ciò da […] Vicenzo di Steffani, andatoci di mio ordine per l’aviso che tenevo, che vi fossero detti turchi, il che è successo senza affettation alcuna, sendo egli capitato là con l’illustrissimo signor capitan di Colfo, che di ordine dell’eccellentissimo signor capitano general scorseggiò quelle rive. Gratie etc.
Di Spalato, a 13 giugno 1618.
Marin Grison, conte et capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.