22 marzo| 1618 Marin Grisoni
Dispaccio del 10 agosto| 1618|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe,
non so se per disordini fatti o per il pentimento havuto delle impertinenze dette, si è insomma rissentito il signor chiaus, et trattenutosi qui 4 giorni, nei quali visitato da me con qualche rinfrescamento, se ben di insensibil spesa, et con ogni atto possibile di cortesia, demostrativo [?] (pospostare la natural mia debolezza) la benignità publica, si è alla fine partito con apparenza di compitissima sodisfattione, et volendo incaminarsi alla volta di Ragusi, informato et certificato da me delle insidie tese da loro, non solo a gli interessi di Vostra serenità, ma a quelli in particolare dei sudditi et lochi della maestà del Gran signore, infiammato, con atti estrinseci, di grandissima colera, scongiurandoci et imprecando il nome di Dio et di Macometto di volerne procurar alla Porta contra di essi severissima vendetta. Ha per ciò disperdito il primo pensiero, et incaminatosi in serraglio di Bossina, fin dove sarà anco accompagnato dal signor Imbraim Celebì, mercante principale turco mio confidentissimo, che mi farà con sue lettere relatione, se per viaggio a sorte si pentisse, havendone io anco avertito il signor Velutelli. Sta la peste, al solito, senza passar a straordinarii progressi, con infettatione di alcune case, così nel serraglio di Bossina sudetto, come nel loco di Glanoz qui vicino; ma non resto io però qui (mercé al Signor Dio) di ogni possibil riparo a tanto male tanto più formidabile, quanto nel paese del Signor turco, con la libertà della pratica, è facilissimo a dilatarsi in momenti di hora. Per il che non cesso più giornalmente di trascorrere hor questo et hor quel loco di questa giurisditione delle Eccellenze vostre, a terror dei spezzatori degli ordini et del danno stesso; astretto dalla necessità, convengo novamente (con l’ordinaria mia riverenza) supplicarle della missione del dinaro, per le paghe di questa poca militia ordinaria, già pagata dall’eccellentissimo proveditor general in Dalmatia, poiché, creditrice di 3 paghe, non sa più come sostentarsi, senza la somma publica munificenza. Gratie etc.
Di Spalato, a 10 agosto 1618.
Marin Grisoni, conte et capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.