22 marzo| 1618 Marin Grisoni
Dispaccio del 24 agosto| 1618|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe,
resta la peste tuttavia in serraglio di Bossina con i soliti progressi, et nel loco di Glamoz, doppo la morte di quei primi, non si è inteso altro danno; qui nondimeno si continua nei soliti avertimenti a riparo et preservatione di questo loco, et di questi confini di Vostra serenità, nessuna opera et diligenza umana pretermessa per tal effetto; il che, per aventura, rispetto al prolungar le contumatie, per obedienza anco degli ordeni ricevuti da me dalli illustrissimi savi alla sanità, causa qualche mala sodisfattione nei mercanti, che per ciò si dolgono della mia persona, se bene procuro in ogni altra cosa di dar loro tutti i gusti possibili, rimosso sempre però ogni minimo interesse delle Eccellenze vostre illustrissime, havendo loro fatto riffar le bale fatte estraordinariamente grandi, per deffraudar et li datii, et le varee. Se ne rittorna costà la galea di mercantia con 14 vasselli, et fregade cariche di coli 7000 in circa oltre 1000 et più restati non liberi nelle ordinarie contumacie, aspettandosene pure buona quantità di paese, tal che alla venuta di qua delle galee di mercantia (sia quando si voglia) vi sarà pure il carico; et devo a questo proposito dir riverentemente a Vostra serenità et alle Eccellenze vostre esser necessario il proveder che ad ogni modo vengano tutte due le galee, poiché doppo la perdita delle altre (predate dall’armata spagnola) non vogliono li mercanti turchi, caricando sopra fregate, far li constituti in questa camera di caricar a loro rischio, et questo importantissimo negotio della Scalla è stato hormai due volte per pregiudicarsi molto per tal rispetto, havendo essi cominciato, più tosto, a riportar in dietro le loro mercantie, che guardi Dio che fosse successo, poi che conseguentemente succederà notabilissimo danno alla Scalla, il che ha causato che, elegendo io il minor male, ho lasciato caricar a loro gusto, obedendo anco ai comandamenti publici et dell’eccellentissimo capitan general, che mi commesse che ad ogni via sia caricato il tutto, et delli illustrissimi signori 5 savii: da quali tengo pure conformi commissioni et a quali darò insieme particolar conto di questo notabilissimo disordine. Sarà per tanto effetto degno della publica incomparabil prudenza il fare che quanto prima siano di ritorno le galee predette, per non lasciar accumular qui tante mercantie, che sia poi di necessità il caricar sopra fregade, et incontrar nel disordine sovratoco [?], troncando così ogni occasione di qualche sinistro accidente, a quanto rinriciato, et augumentato anzi (la Dio gratia) unico quasi, stimatissimo negotio di cotesta piazza. Gratie etc.
Di Spalato, a 24 agosto 1618.
Marin Grisoni, conte et capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.