29 maggio| 1618 - 1618 Alvise Vallaresso
Dispaccio del 5| maggio| 1618|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe,
dovendo questo illustrissimo arcivescovo per occasione di visita della sua diocesi adoperare un pastoral d’argento, che con altri arnesi et reliquie sacre viene custodito sotto tre chiavi, tenuta una dalla Sua signoria illustrissima, l’altra dal conte, et la terza dal procuratore del Santuario dell’Ordine dei Nobili; questo che è signor [?] Federico Grisagono negò di dargli la sua chiave per nome anco di tutto il suo ordine, senza una sicurtà della restitutione dello pastorale. Ne pretende di questa negativa allo monsignore [?] gravissima offesa et pregiudizio alle ragioni che tiene sopra l’uso libero di queste cose destinate al suo ministerio, il qual uso nella diocesi secondo lui né gli può esser impedito da niuno. Dall’altra parte il Grisagono dice non esser il dovere di arrischiarlo a pericoli della perdita et che altro dei suoi precessori non se ne valse di simile fontione. Nelle ragioni dell’uno o dell’altro non mi è per hora così facile il profondare, non essendo mai più nata per quello difendo [?] una simile contesa, ma essendo stato solito che, sempre richiesta, sia stata concessa la chiave, così io ho fatto et questa, et tante altre volte che mi è stata ricercata, da che qui mi tocco: ma perché procedendo forse, avanti questa differenza che non mi è riuscita di accomodare come procurarari, io sappi in che maniera dipportarmi, ricorro con la riverente notitia che le ne do al certo lume del sapientissimo volere di Vostra serenità. Gratie etc.
Zara, li 5 maggio 1618.
Alvise Vallaresso, conte.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.