16 gennaio| 1618 Alvise Vallaresso e Marco Giustinian
Dispaccio del 15 marzo| 1618|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe,
mentre questo medico stipendiato da Vostra serenità, doppo lunga difirmità, si trova tuttavia inhabile per qualche tempo ad essercitare il suo carico, sentiamo tutto giorno, con nostro dispiacere, mancar di vita numero considerabile di persone di ogni sesso et conditione in questa città. Sono mali per lo più di febbre maligna, et di parecchie può esser che alla malignità del […] et al mancamento dei medici si aggiunga la mala regola di medesimi patienti. Noi, per rimediarvi in quanto sta a nostro potere, habbiamo ordinato l’aprirsi di qualche cadavere, il riveder li spetiarci [?], il nettar ogni immonditie dalle strade, il sortizzarsi di cadaveri fuori et li scalsinare dove già furono sotterrati nella città. Vostra serenità, che di ciò resta da noi riverentemente avisata, potrà per sua singolar prudenza così commetterci qui da [?] più che le paressi necessario nel caso presente, come anco considerare che quando li dovesse continuare a valersi di Zara per l’ospitar dell’armata, non solo resta impossibile il buon governo degli ammalati in questo mancamento di medici, del luogo et de serventi necessari a numero tanto maggiore dell’ordinario, ma ancora si può giustamente temer che dietro a principii di questa qualche contaminazione, possi seguirne una universale deffetione con tanto pregiudizio di questa sua importantissima piazza, […] pur troppo di giente per le molte cause che al presente vi concorrono. Gratie etc. .
Zara, li 15 marzo 1618.
Di Vostra Serenità,
Alvise Vallaresso, conte.
Marco Giustinian, capitanio.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 18
Trascrizione di Francesco Danieli.