1614 Giovanni Francesco Dolfin
Dispaccio del 20 giugno| 1616|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
nella medesma hora che espedivo per costì la fregata con la publica espeditione venutami da Costantinopoli mi sono capitate lettere di Vostra Serenità di 12 del passato, trasmessemi dall’Eccellentissimo signor Generale, nelle quali ho con la solita mia riverenza letto la comissione che con l’Eccellentissimo Senato mi dà circa il ben vicinare et ben intendermi con li ministri del Signor Turco a questi confini posti per le cause in esse sue espressioni, et se bene la Dio mercè, dopo le torbolenze dell’anno passato seguite con questi da Castelnovo, et accomodamento fattosi con tanta reputatione publica tra quelli et li sudditi nostri, si è vissuto et si vive a questi confini con tanta quiete et tranquilità, et con tanto amore tra questi et quelli sudditti et tra me et quelli principali è passata continuamente et tuttahora passa così buona intelligenza et grata corrispondenza d’affetto, che d’avantaggio desiderar non si può. Tuttavia per debbita essecutione de’ comandamenti Suoi non mancherò di por ogni mio spirito et opera per mantenersi ben affetti, et per renderli facili a lasciar far la levata di giente nel paese loro in publico servitio, con quelli altri particolari in dette Sue lettere contenuti; et procurerò, così in questa bisognevole occasione come in ogn’altra, di far conoscer con li vivi effetti la devotione mia verso di Lei, et l’ottima mia obligata dispositione in serviggio et benefitio della patria, et della publica libertà; et di quanto occorrerà alla giornata ne dar parte et farò capo con il predetto Eccellentissimo signor Generale, dalli cui comandi in parte alcuna non deviarò, et in somma cercarò di avanzar me stesso per renderLa ben servita, et per che ne succeda il desiderato felice fine alli tanto giusti pensieri Suoi. Gratie etc.
Di Cattaro, li xx giugno 1616.
Giovanni Francesco Dolfin, Rettor et Proveditor.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.