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26 febbraio| 1617 Camillo Michiel

Dispaccio del 28 novembre| 1616|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
L’Eccellentissimo signor General Zane, con sue lettere di 30 ottobre passato, mi scrive esser avisato dalla Serenità Vostra che si sia ridotta a stretto termine et in procinto di vicino effetto una sollevatione o congiura nella Servia et Albania, concertata da’ principali et più potenti di ambe le dette provincie con Prencipe, che non si nomina, al quale sendo stati inviati Ambasciatori de’ congiurati erano andati o dovevano andare huomini di detto Prencipe, con l’ultima risolutione sopra il concerto introdotto, et con vascello grosso ben armato, col quale devono esser levate altre genti delle stesse provincie, et che intorno a ciò le viene dalla Serenità Vostra con efficacce maniera commesso di star avertito et di avisarne me in particolare, ch’essendo in luogo più vicino et più commodo a poter somministrare ordini giovevoli per penetrar nel sodo di questa trattatione, debbi invigilarmi et per haverne qualche lume mandar persone et ordini a ciò sofficienti, et di quanto intendessi avisarne subito Sua Eccellenza. Ho immediate ispedito il buon Cavalier Francesco Bossina, del quale in questa occasione ho giudicato potermi valere, et fidare come di persona mia confidente et fedelissima alla Serenità Vostra, il quale colla debita circospettione et senza pericolo di dar ombra del servitio che presta, s’è conferito a Risano, dove ha giudicato poter venir in qualche cognitione di questo negotio, et mi riferisce haver inteso per bocca di un Conte Uccio Stiapou da Risano, fratello del predetto Conte Zuanne, col mezo de’ quali ha la Serenità Vostra ne’ tempi adietro havuto altre informationi di molto momento, esser veramente introdotta dalli cappi, che governano le dette provincie di Servia et Albania, la prattica della congiura et sollevation predetta col Re di Spagna, et che sono molti giorni che si aspettava una felucca di Ponente colla compita risolutione et stabilimento di questa trattatione. Et perché alli 23 di settembre paassato fu da alcuni huomini di Budua presa a punto una felucca ponentina con 17 huomini di diverse nationi, che procurarono variamente di escusarsi, il sodetto Conte Uccio Stiapou, ch’è anco lui complice della detta congiura, entrato in sospetto che questa fosse la felucca aspettata, et che perciò sendo stata presa il tutto fosse scoperto, dubitava di correr pericolo della vita, et poco ha mancato che non habbi presa la fugga. Tuttavia s’è fermato et se bene par che il dir egli d’esser compreso in questo maneggio toglia in parte la fede alli suoi avisi, tuttavia questi si conformano con quelli ch’altre volte la Serenità Vostra ha havuti col mezo suo, et ha costui promesso di quanto succedesse farmene subito consapevole. Scrivo a Sua Eccellenza questo c’ho fin hora potuto penetrare, ma per ogni rispetto ho giudicato doverne anco darne riverente ragguaglio a Vostra Serenità. Li huomini della felucca presa che capitarono subito in mano del Clarissimo signor Podestà di Budua, sono poi stati levati dall’Eccellentissimo signor Giust’Antonio Bellegno General eletto, il quale s’aspetta d’hora in hora in queste parti di ritorno da Corfù, alla cui venuta conferirò con Sua Eccellenza quanto ho in questo proposito, perché possi vedere se dalli detti priggioni si potesse trar qualche cosa di momento, né mancharò et di star avertito alli vascelli che capitassero in queste parti, intorno a che ho dato strettissimi ordini a queste guardie, et di procurar d’esser avisato d’ogni minimo accidente che succedesse per venderne informata la Serenità Vostra. Ricevo hora le lettere di Constantinopoli in sachetti quattro segnati S, quali in una cassetta segnata dal medesimo segno invio a Vostra Serenità. Gratie etc.
Di Cattaro, li 28 novembre 1616.

Camillo Michiel, Rettor et Proveditor.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.