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11 aprile| 1616 Francesco Contarini

Dispaccio del 26 giugno| 1616|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
Da sei giorni in qua è scorsa in questi mari una barca armata che si dise esser quella che fu presa da Uscochi al Capitan Franco Albanese, con 50 in circa di essi Uscochi, li quali erano scorsiggiando hor qua hor là per questi scogli, svaleggiando et danneggiando grandemente le barche et vasselli che trovano così attorno quest’isola, come quella di Curzola, in particolare la settimana passata s’allargorno sino al scoglio di Santo Andrea in Pellago, dove devastorno sedici barche di pescatori, et fondandole nel mare con altre tiraniche et barbare insolenze, et violenze contra quelli poveri homini, et di là partiti hebbero tanto ardire di affacciarsi alla vista di Comisa dell’isola di Lissa, dove hora s’attrovano diversi mercanti per occasione di far sardelle, ma questi si diffesero et non li lasciorno sbarcare. Non ho mancato di dar quelli maggiori ordeni a tutta la iurisditione che sono stati possibili per la diffesa di luochi et tuttavia giorno et notte si fa buona custodia per le minaccie che fano questi scelerati, et di tutto ne ho dato conto all’Eccellentissimo signor General Zanne, dal cui valore et somma prudenza spero sarà provisto a così fatta temerità, ha vendo appresso stimato mio debito di riverentemente rappresentarlo anco alla Serenità Vostra. Gratie etc.
Di Liesena, adì 26 giugno 1616.

Francesco Contarini, Conte et Proveditor.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.