9 settembre| 1616 Geronimo Donado
Dispaccio del 18 ottobre| 1616|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
Con triplicate lettere ho dato riverentemente conto alla Serenità Vostra del bisogno grandissimo che tengo di Cancelliere per beneficio di questa sua città e popoli, che per ancora non havendo havuto di ciò dalla Serenità Vostra avviso alcuno son risoluto scriverLe con quella debita riverenza che devo quest’altre mie significandoLe come il Cancelliere di questa città licentiato da questo Consiglio che s’inviò per costì per dimorarvi sei mesi mi lassò doi gioveni poco esperti il miglior de’ quali è di malatia incurabile oppresso, rendendo dalla bocca quotidianamente il sangue, che non me ne posso servire in conto alcuno per il che la città grandissimo ne patisse, e la giustitia resta si puol dire oppressa per tal mancamento non vi essendo chi esserciti tal carico solo il predetto giovine, del quale nelli criminali non posso né devo fidarmi. Per il che di novo supplico riverentemente la Serenità Vostra di darmi facultà che mi possi elleggere novo Cancelliere et così successivamente a tutti li rettori per li degni rispetti nell’altre mie accennatiLe, rimettendomi però sì in questa occasione come in altre che mi potessero succedere alli commandamenti della Serenità Vostra. Gratie etc.
Di Liesena, li 18 ottobre 1616.
Geronimo Donado, Conte et Proveditor.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.