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18 marzo| 1614 Giacomo Contarini

Dispaccio del 29 marzo| 1616|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
Di tempo in tempo, sì come è debito mio, ho dato più volte conto alla Serenità Vostra dello stato di questa fabrica del Lazaretto novissimo. Hora la necessità m’astringe a dover darLe ragguaglio parimenti di quel che mi occorre, concernendosi in ciò la conservazione del publico servitio; onde resterà servita d’intender com’essendo già perfettamente compita la parte da terra di esso Lazaretto, che è appunto la metà di esso, ho fatto colocar sopra il ressalto over torricella per sua custodia fattali due falconetti da sei, tre periere et quattro moschettoni da cavalletto, con tutti gli apprestamenti convenienti all’uso loro, armando esso ressalto di buona difesa et offesa, secondo il bisogno, et ho procurato che vadino quattro soldati della barca armata ch’assiste per ordinario alla guardia de’ Lazaretti a star sopra esso ressalto in custodia di quell’arme et doversi dar la muda com’è il consueto, ma questi si sono modestamente doluti che non possono supplir a far tante fattioni, cioè di custodir la lor barca, e’l porto, far un corpo di guarda al stradon della marina, guardar la torre del Lazaretto nuovo, et la torre del Lazaretto vecchio, et hora con nuova introduttione andar a custodir anco il ressalto del Lazaretto novissimo, onde non li resteria vacanza da potersi dar la muda rispetto al poco numero loro. Sopra di che, havendo ascoltato il lor gravame et promessoli di rapresentarlo a Vostra Serenità acciò si degni di rimediarvi, hora gliene dò riverente conto et le aggiongo che quando per ordine dell’Eccellentissimo Senato fu terminato dall’Illustrissimo signor Capitanio contra Uscocchi dall’Illustrissimo signor Conte di Traù et da me, il modo del fabricar esso Lazaretto fu insieme stabilito d’acrescer una barca armata appresso a quella unica che assister vi suole, et fu ricordato che in vece di due barche armate sarebbe stato assai meglio accrescer 62 fanti italiani appresso alli 38 di questo pressidio ordinario; perché dove le due barche armate sarebbeno di spesa al publico di ducati 412 al mese senza il fruo [?] degli armizi et il biscotto, li 62 fanti sariano di soli ducati 186 al mese, onde la Serenità Vostra sentirebbe risparmio di ducati 226 al mese, et sarebbe anco più cauta la custodia di essi Lazaretti con haver soldati non interessati et non dipendenti da gente di paese, come sono tutti questi di barca armata; oltre che sono molto mal atti et non prattici a far sentinelle. Per la qual cosa essendo venuto il caso e’l bisogno d’haver a solver questo urgentissimo et importante negotio, così per la custodia di queste arme, come perché di breve farò passar in esso Lazaretto quella quantità di mercantie ch’anderà giongendo di paese, per farvi la debita contumacia, non potrò continuar troppo in lungo a munir et armar quel ressalti d’huomini a quella custodia proportionati, et tanto più che sarà di necesso a metter anco in breve delle sentinelle sopra la torre d’Arsan, che domina et difende tutti tre i Lazaretti, et questi della barcarmata non possono di gran lunga supplir alle fattioni che occorrono; per le quali tutte cose supplico la Serenità Vostra a dar quegli ordini che stimerà più opportuni, et spedienti per la presta risolutione di questo negotio, ch’intanto procurerò con buone parole a far che li antedetti custodiscano esse torri fin che da Vostra Serenità mi venga altra commissione di che ho dato anco conto alli Illustrissimi signori Savii sopra la Mercantia. Con tal occasione dirò anco riuscite ch’in questi Lazaretti si trovano da circa 900 colli di mercantie diverse, et per corrier venuto hieri di Seraglio, s’intende esserne in viaggio altri colli 900, et trovarsene in procinto in assai buona quantità. Gratia etc.
DI Spalato, li 29 di marzo 1616.

Giacomo Contarini, Conte et Capitanio.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.