18 marzo| 1614 Giacomo Contarini
Dispaccio del 1| maggio| 1616|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
Se le comissioni di Vostra Serenità circa l’espeditione in Bosna della persona del signor Marco Antonio Velutelli, non fossero tanto ritardate, essendomi capitate solamente alli 22 dell’instante, egli se ne sarebbe prontamente passato di già all’essecutione di essi, tuttavia stimo certissimo che debba partire lunedì prossimo non attendendo egli altro che l’ultima mano degli habiti a questo effetto preparati et la venuta del gianizzero che mandò a levare sin in Seraglio con persona aposta che fu espedita da lui alli 23 sudetto in gran diligenza, non essendovene in loco più vicino et deve esser secondo l’accordo suo qui dimani sicuramente, et il giorno sussequente si metterà in viaggio. Hieri le consegnai la littera credentiale, la mansione della quale havendo egli letta et vedendola indrizzata al signor Baschi Bassà della Bosena, se ne tornò a me raccordando che questo è già fatto Masul, et che in loco suo è venuto Scander Bassà, come apunto resto certificato con lettere di persona mia confidente in Seraglio, che giongesse domenica prossima passata in quel loco. Onde stimando noi che’l viaggio suo potesse esser otioso et che havesse potuto incontrar in qualche difficoltà, et forse non admesso alle trattationi che tien in comisione da Vostra Serenità, et considerato di quanto pregiuditio possa esser il differir più questo importantissimo negotio che tanto preme alla Serenità Vostra, così consigliando unitamente meco anco l’Illustrissimo signor Antonio Civran che s’attrova qui per l’espeditione di queste genti da piedi et a cavallo, habbiamo deliberato di far cancellar con ogni miglior maniera al sudetto Velutelli il nome di Bachi, et scriver quello di Scander, il che ci è riuscito benissimo, essendoci assicurati prima della copia mandatami da Lei che nella serie della lettera non più mai sia nominato se non con nome generico di Bassà, onde potrà servir benissimo all’occorrente bisogno, credendo io certissimo che da Vostra Sublimità sia per esser approbata così fatta risolutione nella qual non ho havuto altra mira che il pronto et diligente servitio di Vostra Serenità. Gratia.
Di Spallato, il primo di maggio 1616.
Giacomo Contarini, Conte et Capitanio.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.