24 febbraio| 1616 - 22 luglio| 1617 Marin Garzoni
Dispaccio del 30 settembre| 1616|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
Se ne torna a repatriare, doppo tredeci anni che è fuori di casa sua, il signor Vincenzo di Steffani, il quale havendo questo tempo tutto consumato nel paese turchesco, cioè nella Bossina, Soffia, Costantinopoli et altri lochi, è fatto molto pratico et con l’occasione di negotio, molto familiare degl’habitanti; et essendo questi giorni capitati qua per cotesta volta, havendolo io già molti anni conosciuto, et conoscendolo tuttavia soggetto di gran spirito, ho promosso seco ragionamento, perché in questi bisogni di Vostra Serenità non mostri egli qualche segno della sua devotione col condur alcun numero di gente dal paese del signor Turco, che occasione di poter con effetti dimostrar la sua fede, qual sia verso il suo Prencipe naturale, promettendosi far estratta fino a cento soldati a cavallo di bonissima gente, si è prontamente offerto di adempire questa sua bona volontà, quando dalla gratia della Serenità Vostra sia egli benignamente racolto, come spera et io gli ho affermato, pregandovi ch’io lo volessi accompagnare delle presenti, come faccio, perché intenda Ella poi da lui quali siano circa ciò li suoi pensieri. SupplicandoLa io in tanto ricever per novo testimonio della memoria ch’io conservo indelebile del mio gran debito verso la patria, anco questo picciol segno di devotione. Gratie.
Di Spalato, a ultimo settembre 1616.
Marin Garzoni, Conte et Capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.