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24 febbraio| 1616 - 22 luglio| 1617 Marin Garzoni

Dispaccio del 31 dicembre| 1616|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
Ricevo con la dovuta mia riverenza le lettere di Vostra Serenità di 18 novembre con l’ordine circa gl’ebrei habitanti in questa città; et saranno da me prontamente et pontualmente obedite, così nella restituitione delle armi da farsi ad essi, come nel conceder loro ogni libertà et ogni comodità. Havendo io già promosso discorso della fabbricatione d’un ghetto, stimolato dalle instanze della maggior parte di detti ebrei, et invitato secondo la debolezza del mio senso dall’utile di Vostra Serenità, nel servitio della quale mi consolo almeno che seben può quanto oppero per la mia indennità, esser testimonio d’infermo potere, possa anco per aventura esser prova di vigorosa devotione appresso la humanità di Lei, rendendole io humilissime gratie della benignità con che resta servita d’honorare la ottima mia volontà verso il suo sevitio. Per il quale ho già notificato agl’Illustrissimi signori Cinque Savii, quanto saria bene di far il volto di pietra alla torre d’Arsano, in vece d’un paiollo di legname, et con la medesma spesa avantaggiandosi che il primo durerà sempre et l’altro haverà bisogno fra qualche anno di refacimento neccessario et per la torre sudetta la certa et real diffesa delli Lazaretti; il che pure ho notificato all’Eccellentissimo signor Proveditor General Zanne, colmo di quel zelo né gl’interessi di Vostra Serenità, che è già gloriosamente confermato da tante sue benemerite opperationi. Havendogli insieme inviata certa mia scrittura, qual ella si sia, ricercatami da Sua Eccellenza per li urgenti bisogni di questa città, loco di somma consideratione et per la scala et per altro. Gratie etc.
Di Spalato, a’ ultimo decembre 1616.

Marin Garzoni, Conte et Capitano.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.