8 aprile| 1617 - 2 giugno| 1618 Marco Giustinian
Dispaccio del 29 settembre| 1616|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
Continuano tuttavia a pratticar queste acque alcune barche d’Uscocchi, le quali a’ giorni passati, come la Serenità Vostra haverà inteso, si fecero sentir verso l’Isola di Pago con la presa di una Brazzera et alcune genti, perché questa notte circa le sei hore sono passate poco discosto dalla muraglia di questa città cinque barche, le quali vogando una dietro l’altra andavano verso sirocco. Et nel medesimo tempo trovandosi in una valle di questo porto alcune barche di questi sudditi, fu da altre vinti persone che erano in terra fatta gagliarda violenza per menarne via una, et di già havevano tagliati i cai, ma trovato riscontro da i marineri, dopo haverne ferito uno con archibusata, convennero partirsi senza l’effetto. All’aviso del passaggio delle dette cinque barche io insieme con questo signor Governatore che presta ottimo servitio, mi son transferito alla muraglia senza alcun motto, ma erano di già trascorse et passate innanti sì che non si vedevano più Se ben haveva la luna, né io ho havuta occasione di tentar altro contro di loro, mi ha nondimeno data umbra che potessero haver qualche cattivo pensiero, rispetto all’essersi tenute molto vicine alla muraglia, che termina con la marina, dalla quale si discostorno per il gridar che fecero le sentinelle et le ronde che vi s’imbattetero, alle quali non volesero risponder se non una sola parola col dir, amici, et rispetto al trovarsi da quella banda, una posta o più tosto portello sottoposto al petardo, senza altro maggior riparo che un poco di rastello, suspitione che pare tanto più verisimile che significato dal Clarissimo signor Luca Pesaro, già Capitano di questa città, all’Eccellentissimo signor Procurator Pasqualigo, de (...) memoria, all’hora Generale in questa provincia, li diede occasione di ordinar ad esso signor Pesaro che in fabricasse come fece un corpo di guardia, ma veramente com’è l’opinione delli intendenti questi negotii, sarebbe necessario proveder in buona maniera, overo farlo murar et terapienar se ben servì al por fuori le immunditie di questo popolo, al che si potrebbe supplir per quelle delle beccarie non molto distante, se ben anc’essa sottoposta alli medesmi difetti. In tanto ho replicati buon ordine et siano sicure l’Eccellenze Vostre che né io mancarò al debito mio, né permettarò che alcun altro manchi ad alcuna di quelle cose nelle quali consta la riputatione et sicurtà di questa importantissima fortezza.
Ho dato conto all’Eccellentissimo signor Generale delle sudette barche, perché resti avisato del tutto, et alli Clarissimi Conte di Nona et Proveditor di Novegradi, acciò si servano della notitia come stimeranno comportar il publico servitio. Gratie etc.
Di Zara, li 29 settembre 1616.
Marco Zustinian, Capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.