7 marzo| 1616 - 23 luglio| 1617 Alvise Zane
Dispaccio del 2| gennaio| 1617|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
havendo havuta notitia che hieri da Uscochi siano state rubbate certe barche verso Selve, ho voluto con ogni subbita et accurata diligenza informarmi della verità, ricevuta dalli constituti delli medesimi di essa villa a’ quali è successo l’accidente et da’ quali, compilati hora che sono le 5 di questa notte, trovo in sustanza che il sabbato ultimo del passato mese, smontati di una brazzera tre huomini da Selve a Scherda, per suoi affari, incontrorno nelle case della medesima villa circa 70 Uscochi, co’l loro Capitano nominato Andrea Ferletich, corsaro vecchio famosissimo, quali fondata la brazzera et fatti entrare nella loro barca armata essi Selvani, si ridussero pur a Selve circa le 2 hore di notte, dove trovorno in porto un vasello Perastino, che fecce gran diffesa con tiri d’arcobusi et di pietre, con quali restò molto offeso nel fronte esso Capitano, nulla di meno Perastini rimasi vinti con morte d’uno di loro, et ferrito il patrone, Uscochi entrati nel vassello, presi li barcaroli, rubborono tutto quello vi era dentro. Né si tosto finita così iniqua operatione, arrivò là una fregata cattarina, del patron Tomaso di Gregorio, della quale impatroniti Uscochi, si ridussero con essa e tutte le genti in altro porto, dove nella detta fregata cattarina rubborono 350 cecchini, et quanto videro di loro gusto, et posti li huomini tutti senz’altra offesa delle vitte, ma spogliati, nella medesima fregata cattarina lasciata senza remi e timone, Uscochi s’aviorno verso la montagna. Onde, et per il grosso numero di costoro, tutta buona gente, con barca armata longa più delle ordinarie, fornita d’ogni sorte d’armi et di un falconetto, su la prova et molto più, perché nella detta fregata cattarina erano li pieghi da Cattaro per Vostra Serenità, ho stimato debbito dell’offitio mio il darLe subbito e sucinto di esso successo, come anco dimattina a buon’hora ne inviarò raguaglio all’Eccellentissimo signor General Zane, con copia delli constituti, havendo anco communicato alli Clarissimi signori Capitano et Proveditor della Cavallaria miei colleghi, acciò tanto meglio siano custodite queste parti, conforme alla mente della Serenità Vostra, alla quale darò sempre riverentissimo conto di tutto quello potrò haver degno di Lei. Gratie etc.
Di Zara, li 2 genaro 1617.
Alvise Zane, Conte.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.