7 aprile| 1617 - 22 luglio| 1617 Alvise Zane, Marco Giustinian, Piero Quirini
Dispaccio del 14 dicembre| 1616|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
Inteso da me Conte che da una barca d’Uscochi erano stati presi alcuni pescadori da Selve di questo territorio, immediate fecci formar diligente processo, dal quale trovai esser vero che dalla detta barca, passata di notte per il stretto di Giuba, sotto li 5 et 6 del presente mese furono assalite tre brazzere di pescadori da Selve sotto il scoglio di Verda, le quali sfondrate condussero li huomini al numero di otto sotto la Morlacca, dove Uscochi tentorono dargli morte. Il che però non seguì, poiché con l’agiuto di Sua Divina Maestà il loro Capitano, nominato Iadia, li acquietò alle promesse di quelli miseri che gli offersero rescato di cento, ducento, più et meno ducati per cadauno. Fatta, et accettata detta offerta, sbarcorono su l’isola di Pago li pescadori, de’ quali ne trattenero tre per sicurezza del riscato, portando via tutte le robbe et velle loro, et assignando termine di mese uno e mezzo a ricuperar li schiacci con protesto delle loro vite, in caso di mancamento. Offerse di più esso Capitano Iadia di liberare essi schiavi con l’assolutione del riscatto de tutti, quando gli sia restituito un suo figliolo che fu reso prigione dalle barche armate, et ch’hora si attrova sopra la galera Veneta. Rifferiscono detti pescadori che Uscochi, doppo haverli interogati dell’armata et barche armate, gli dessero che, fatto Natale, darano in mare vinti barche grandi et una assai maggiore dell’altre, chiamata Capitania, per scorezare. Io Proveditor della Cavallaria senza veruna dilatione mi sono transferito a Giuba, dove per guardia et impedimento alle decursioni de’ nemici, ho posto una compagnia de soldati di barca armata, scieltemi con molta diligenza dal signor Capitano Generale, et questi con li proprii della villa sono cerca cento arcobusieri, a’ quali ho dato tutti quelli buoni ordini ch’ho stimati necessarii per sicurezza de quelli luoghi. Di tutto habbiamo unitamente noi Conte, Capitano et Proveditor raguagliato l’Eccellentissimo signor General Zane, et con humil affetto ne diamo anco riverente conto a Vostra Serenità, assicurandoLa che dal canto nostro non mancaremo d’ogni vigilante operatione per assicurezza de’ sudditi. Gratie etc.
Di Zara, li 14 decembre 1616.
Alvise Zane, Conte.
Marco Giustinian, Capitano.
Piero Quirini, Proveditor General della Cavallaria.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.