7 aprile| 1617 - 22 luglio| 1617 Alvise Zane, Marco Giustinian, Piero Quirini
Dispaccio del 22 dicembre| 1616|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
Dal Sanzacco di Licca ricevemmo le lettere dell’occlusa copia, alle quali con parole d’affetto et generali habbiamo risposto procurando noi con ogni opportuna occasione di corrispondere all’affettione ch’egli professa tenere alla Serenità Vostra, alla qual sua buona dispositione stimiamo che sicuramente giovarà la soave maniera con la quale trattiamo seco, et le accarrezze che usiamo a’ suoi Capitani et massime al suo confidentissimo Hurem Agà presentator delle sue lettere, dal quale nel ragionamento che unitamente habbiamo havuto seco, intendemo. Ch’è stato ispedito dal Gran Signor Topal Mhumatagha, d’anni 50 in circa, come un Inquisitor generale del Stato, con auttorità assoluta sopra cadaun Sanzacco, et Bassà, ma principalmente per informarsi se Uscochi segnani sono stati li primi ad infestare et danegiare li confini Veneti et Turcheschi, et se per causa loro sono nate le presenti turbolentie, dovendosi il detto Topal titolato Capici Bassà, a gratificatione dell’Arciduca che n’ha ricercato il Gran Signore interponersi appresso Vostra Serenità, per trattarne accomodamento.
Che l’Ambasciator Arciducale, del quale non sa il nome, sta continuamente appresso il sudetto Capeci.
Che il Capeci già due mesi è partito dal Gran Signore, essendo stato ralentato il suo viaggio dalle querelle presentategli in molti luochi contra persone di commando.
Che compita l’informatione che intende pigliare, si rittirerà in Venetia per trattare con sua Serenità.
Che quando partirà de là, andarà dall’Arciduca, passando per il campo Arciducale, dove saranno otto de’ suoi che l’aspetterano.
Che ha seco ottanta Capeci della Porta, che con le loro servitù sono circa ducento.
Che giudica sia per condur seco in Venetia esso Ambasciator rispetto che lo tiene sempre appresso di sé.
Che vi condurà anco le predette genti et cavalli, et al numero di ducento per haverli pronti et commodi a far il suo viaggio. Et che fra quindeci giorni si transferirà in questa città per ricever da noi l’informatione sudetta. Le quali tutte cose questo giorno habbiamo in diligenza riferte all’Eccellentissimo signor General Zane, dal quale attenderemo l’ordine che si haverà da tenere circa l’Ambasciator Arciducale, quando venga col Capeci in questa città et l’ingresso di esso Capici, havendo seco così grosso numero di persone et cavalli. Però con ogni debito d’humiltà supplichiamo la Serenità Vostra che in caso detto Capeci voglia inviarsi costì con la sua gente et cavalli per abboccarsi, si degni darci quella commessione che intorno ciò meglio parerà all’incomparabile sapienza di Vostra Serenità; alla quale sì come de tutto questo diamo humilissimo conto, osservaremo il simile d’ogni altra cosa che stimaremo degna della Sua notitia. Gratie etc.
Di Zara, li 22 decembre 1616.
Alvise Zane, Conte.
Marco Giustinian, Capitano.
Piero Querini, Proveditor Generale della Cavalleria.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 15.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.