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22 febbraio| 1607 Marin Gradenigo

Dispaccio del 30 maggio| 1607|

N. (senza numero)

Serenissimo principe,
inviai li giorni passati alla Serenità vostra la copia della lettera che haveva scritto l’Illustrissimo signor cardinal di Gioiosa a monsignor vescovo di questa città, che all’hora si attrovava a Venetia, et le diedi conto anco di quello che in tal proposito haveva scritto Sua signoria reverendissima al suo vicario qui, con aviso di quanto era stato operato da me con esso vicario. Hora havendo io ricevuto novo ordine dalla medesima con l’eccellentissimo senato, son stato aspettando che esso monsignor vescovo venisse di qua, come si aspettava giornalmente, et arrivato che egli è stato, mi son transferito a visitarlo et ho fatto seco l’ufficiio che dalla Serenità vostra mi è stato commesso, con le sue di 11 instante, discorrendo con lui minutissimamente tutto il contenuto di quelle, e concludendo in fine per le ragioni addotte la non necessaria deputatione di alcun particolar sacerdote o religioso per l’assolutione delle censure et interditto; della qual cosa mostrandosi egli sodisfattissimo, e di capir benissimo questo termine, ha promesso sicurissimamente di non far altre deputationi o novità, e così vedo che sarà esseguito da lui, che in ogni occasione ho ritrovato sempre obedientissimo e devotissimo figliolo della Serenità vostra. Gratie etc.
Di Capodistria li 30 maggio 1607.

Marin Gradenigo, Podestà e Capitano.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 4
Trascrizione di Francesco Danieli.