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22 febbraio| 1607 Marin Gradenigo

Dispaccio del 13 luglio| 1607|

N. (senza numero)

Serenissimo principe,
havendo hor hora ricevuto le occluse lettere del Clarissimo podestà di Albona, ho stimato bene, con l’occasione di una barca che si parte questa sera, inviarle alla Serenità vostra, perché, consapevole di questo fatto, possa far quanto parerà alla sua prudentia. Gratie etc.
Di Capodistria li 13 luglio 1607.

Marin Gradenigo, Podestà e Capitano.

Allegato:

Clarissimo mio signor reverendissimo,
si attrovano qui intorno de premontane [?] forse da 40 ventureri scochi usciti da Segna con una barcha, li quali da 15 [‘] giorni in qua vano daneggiando, assassinando et rapinando quanto possono in queste parti, havendo sotto il primo di instante a hore dui di notte in circa assalito […] di un grippo patroneggiato da uno Nicolo de Zuane da Pago, al scoglio delle premontore, mentre veniva da Venetia in queste rive, et in procurato che detto patrone li dovesse dar li danari, il quale escusandosi non haverne, lo ligorno per li piedi et lo hisorno così in alto col manzichio et fonda, et poi li ligorno li testicoli et anco la golla, perché non potesse dar fuori la voce et in quel modo li diedero molte bastonate con li maneghi di pichi et manerini, […] per 46 zechini et molte altre robe, le qual tutte cose li tolsero et se ne anderno alla volta di Verude. Il seguente giorno poi si imbaterono qui appresso il porto di Santa Marina, sotto questa giurisditione, et venendo da Venetia a cargar legne Marco Caenazzo, patron di barca, li tolsero pan, vino et quanto havea in barca. Di tutto ciò diedi conto con mie lettere a Zara et anco a Rovigno, acciò havendosi una galea o barche armade, dovessero farle intender delli sudetti malfattori, ma però fin qui non si ha fatto alcun rimedio, né giovamento, et essendo heri sera a un’hora di notte […] li medesimi ladri venuti anco su quel territorio in contà [?] di Ravine, de qui di Ponta negra, et tolto ad una povera vedova […] Zuanne Bachias dal suo […] et dui manzi da vita, et fatta di ciò condoglienza a questo affetto et medesimamente a […] in Rabbas, sotto questa terra, tutti il formazo et al quali castrati, sì perciò preso espediente di darne conto a vostra signoria clarissima, poiché esso Steffano sono stati conosciuti morti di detti ladri di [?] albanesi, acciò vostra signoria clarissima o con mezo di qualche galea o barche armate, overo con il dar conto a […], subitamente faccia quel remedio che ricerca un tal bisogno per solevar dalli poveri sudditi di Sua serenità et miserabil naveganti, che […] non li sia dato adosso, non partiamo da questi contorni li predetti malfattori; ma continuamente andarano depredando et facendo quel maggior male che potrano a chi li venirà permesso, così per mare come per terra. La prego dunque quanto più posso ad […] con ogni suo spirito per benefficio publico, perché questi assassini riceveno quel castigo del quale sono meritevoli, senza alcun […] di tempo, sì come confido nella solita prudenza sua che non mancarà, et per fine bacciandoli le mani me le raccomando.
Di Albona, li 12 luio 1607.
Di Vostra signoria clarissima,
affettuosissimo servitore
Alvise Balbi, Podestà.

Sarà contenta vostra signoria clarissima far un bacciamano per mia parte alli clarissimi signori consiglieri et salutar il […] suo signor cancelliere.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 4
Trascrizione di Francesco Danieli.