22 febbraio| 1607 Marin Gradenigo
Dispaccio del 17 agosto| 1607|
N. (senza numero)
Serenissimo principe,
li giudici di Umago [?] mi scrivono, con lettere di heri, esser passato a miglior vita il Clarissimo podestà di quella terra, ricercandomi a provedergli di governo fin tanto che da Vostra serenità gli sia mandato successore; onde, non ritrovandosi qui alcuno delli clarissimi consiglieri per esser il Pasqualigo già quattro mesi sono signor Podestà di Isola et il molino suo […], un mese fa con licentia della Serenità vostra venuto di Venetia, non ho potuto gratificarli. Con questa occasione debbo riverentemente dinotar alla medesima che le assentie di essi signori da questa città sono di grandissimo danno e patimento a tutta la provintia; perché, venendo ogni giorno da tutte le parti di essa le persone con le appellazioni dalle sententie civili e criminali, anco capitali, come ve ne sono al presente, a questo magistrato, convengono ritornar a casa senza poter esser uditi né suffraggati, con molto loro ramarico; onde, quando piacesse alla Serenità vostra di ordinare che alli sudetti lochi venissero quanto prima li loro rettori, acciò che li clarissimi consiglieri potessero assister al suo carico qui, sarebbe provisione di commodo e giovamento universale a tutti questi poveri sudditi e degna veramente di quella paterna cura con la quale sono retti e governati da essa. Gratie etc.
Di Capo d’Istria li 17 agosto 1607.
Marin Gradenigo, Podestà e Capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 4
Trascrizione di Francesco Danieli.