20 maggio| 1607 Alvise Morosini
Dispaccio del 20 maggio| 1607|
N. (senza numero)
Serenissimo principe,
il Sangiacco di Clissa nominato Insbaimoch è partito et in luoco suo si aspetta Nostaimbedi [?], che per quanto si dica pretende esser congionto in sangue con il Gran signor et già la sua corte è assunta. Questo è quello che altre volte è stato Sangiacco pur in Clissa et perché […] questi confini fu ad […] della Serenità vostra levato dal sangiaccato. Egli è molto mal affetto contra Spalatini per li accidenti occorsi li passati tempi a Clissa et fa profesione di haverla esso ricupasata et conservata a turchi. Onde si dubita che possi haver pensiero di qualche novità; ma ancora non si può pensar nelli particolari, io star molto […] et ho dati buonissimi ordini di esser avisato del tutto per la via di Salona et di quanto intendono darò conto alla Serenità vostra et all’illustrissimo et eccellentissimo capitano general da mar, come sin hora ho fatto. Con questa occasione dirò anco che nella villa di Luchidol, habitata da Morlachi, in questo tempo di indubitata giurisdittione della Serenità vostra, in doi più tosto capane di paglia che case sono morti sette persone da mal contaggioso: onde per non lasciarlo far radice mi son risoluto mandar quelli pochi restati alli monti, et far abbrucciar dette doi cappanne, di che par che quelli di Clissa si risentano prettendendo giurisdittione nella sopradetta villa, che però sicuramente non ne hano altra. Ho del tutto avisato l’eccellentissimo procurator general acciò che se dalli detti di Clissa fosse fatta qualche ridoglianza, fossi ben informato risponder sì ben credo che non havendo altra ragione, non ne parlarano. Questa provision […] causato che per grandezza del Signor Iddio, non si è più sentito di male, anco che la città et tutto il territorio è librero anco da altre infirmità. Io mi affatico quanto posso, […] continuo guardie alli confini, vado in persona […] a visitarle, et in somma non ho alcun riguardo alla mia vita […]: ma son restato senza danari, né so dove trovarne, come con altre mie ho scritto alla Serenità vostra et insieme le ho reverentemente supplicata di qualche agiuto, sperando con questi suoi devotissimi figlioli et […] che la non permetterà mai che per mancamento de danarii si convengano abandonar la custodia et che la vigilia […] fatiche loro et mie siano del tutto perse, anci […] la può assicurarsi nella divina gratia che me conservera nel buon stato di salute che si atroviamo, che il Signor Iddio ce lo conceda. Gratie etc.
Di Traù alli 20 maggio 1607.
Alvise Morosini, Conte et Capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 4
Trascrizione di Francesco Danieli.