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1614 Giovanni Francesco Dolfin

Dispaccio del 17 dicembre| 1614|

N.

Serenissimo Principe,
Vivendo io con un continuo zelo del publico interesse, come conviene a ben devoto et riverente rapresentante vostra serenità, vo del continuo invigilando a tutte quelle cose che stimo essere concernenti il beneficio, comodo et sicurezza di questa sua così importante fortezza. Et una delle più neccessarie, oltre il ben guardarla, giudico che sia il tenirla ben provista, et monita di biade, et vituarie per sostentamento, così del pressidio come del popolo di quella. Et non havendo io trovato nell’ingresso a questo mio reggimento altro che, tra farina et formento, stara 200 in circa, provigione per minor spazzo d’un mese, et vedendomi il verno alle spalle, et li vassilli soliti a condur biade d’Albania star retirati, sì per il dubio de’ tempi pericolosi come per la tema delle fuste che nella fiumera a Polina s’intende che svernino, convenni, per non restar sprovisto, far buona provigione. Et così comprai formenti per l’amontar di ducati tremille; et perché non vi era danaro di ragione di biade, spendei in formenti delli danari che mi attrovavo destinati al pagametno di questa militia, li quali formenti smaltendosi alla giornata si cava il danaro col quale vado facendo essi pagamenti alla militia sudetta. Tuttavia, conoscendo l’importante bisogno che ha questa città, di haver continuamente buona provigion di formenti per tutti li rispetti, ne ritrovandosi danaro con che comprarne, poiché smaltito che serà questo, serà nell’istesso tempo smaltito anco il danaro che si cavarà nella militia, che è il suo proprio; né sapendo ove riccorrere per rimedio, mi ha parso di riverentissimamente rapresentar questo fatto alla Serenità vostra affine che con la sua singular prudenza vogli restar servita di provedere a così orgente necessità col mandar qualche somma di danaro a questo effetto, solo destinato, et che in altro spender non si possi; il che certo riuscirà di rilevante publico servitio et comodo di detta sua fortezza, posta in sito sterilissimo et in paese che non produce biade per sostentamento de un mese, come è benissimo noto alla serenità vostra. Gratie etc.
Di Cattaro, li xvii decembre 1614.

Giovanni Francesco Dolfin, rettor et proveditor.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.