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1612 Zaccaria Soranzo di Marco

Dispaccio del 2| marzo| 1616|

N.

Serenissimo Principe,
Questa matina sono comparsi gli fanti da Constantinopoli con quatro sacheti di lettere, e immediatamente li spedisco alla Serenità Vostra, per Marian de Francesco, patron di fregada ordinaria, riposti nella solita cassella. Hanno riferto gli detti fanti d’haver incontrato di ritorno a Constantinopoli le sultane, buona parte delle militie e della corte d’Andrinopoli, et che veduta la luna di febraro vi si sarebbe il re ancora transferito con Nasuf supremo visire, discorrendosi assai variamente dei pensieri, c’habbi effettuare Sua Maesta a primo tempo. Con questo spazzo mi avisa l’Eccellentissimo singor Bailo la recevuta delle publice lettere per Candia, come significai alla Serenità Vostra, per essergli molto prima partito da queste acque l’Illustrissimo signor Capitano di quella guardia, le mandai soggiungendomi d’esserle giunte così opportunemente che il giorno dietro, fu gli 27 gennaro passato, ha quelle mandato all’Eccellentissimo signor Provveditore General Zane con un vassello che stava di partenza per quel regno. L’occasione d’haver tuttavia convenuto penare in trovar denari per dar hieri le paghe a queste militie, fa che torni di novo a supplicar la Serenità Vostra per la speditione delle tolete, che costì s’attrovano non balotate et che il denaro di esse et quello che già molto riscosso è in mano del Clarissimo Cassiere sopra le Camere, mi sia di subito portato, permendomi in ciò molto la restitutione degli imprestiti, e la reintegratione dei depositi di biave e di fabriche cotanto necessarii, de’ quali m’è convenuto tottalmente valere. Io ne sto però attendendo quella pressione che et per rispetto di questa importante fortezza, et de presenti tempi, stimarà la Serenità Vostra bisognare; alla quale non resterò d’aggiungere che sin’hora sono stati fatti da questa Camera pagamenti destinati a queste militie, salariati et provisionati, che [ILLEGGIBILE]

Di Cattaro, li 2 marzo 1614.

Zaccaria Soranzo, Rettor et Conte.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.