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1612 Zaccaria Soranzo di Marco

Dispaccio del 28 agosto| 1614|

N.

Serenissimo Principe,
essendo questi passati giorni comparso nel paese di Montenegro Mustafa Bei, Sanzacco de Scutari, sugeto di grande auttorità, che con seguito de ducento huomini, e con un Cadì datole dal Gran signore, passa a visitar questi contorni per castigar i ribelli, et malfattori, capitò gli xx stante nel tenere de zuppani confinanti hora, ma prima distrittuali di Catharo, e sudditi della serenità vostra, mi fecce intendere c’haverebbe mandato due suoi fugliuoli a visitarmi a suo nome, et offerirmi l’amicisia sua, ma nel medesimo tempo comparvero alle porte della città detti suoi figliuoli, che non potei non riceverli, et fatteli le accoglienze, che per me furno possibili, li presentai de zuccari, ed altri rifrescamenti, et fecci preparar loro il desinare in un horto fuori della città, et a settanta huomini appresso della sua corte, con quella minor spesa di questa Camera, che s’è potuto in modo che partirono sodisfatissimi. Ho preso dar conto di ciò alla Serenità Vostra per dirle appresso che non poco hanno giovato queste dimostrationi, poiché essendo stati feriti mortalmente due de Madini, sudditi turcheschi, da un Buduano, mi fece instanza il prefatto Sanzacco, che vedessi di pacificarli, accioché quelli commessi anco prima per interesse de confini, non passeno a maggiori rissentimenti con displicenza dell’uno e l’altro signore, et poi nel mentre che si è trattenuto nella pianura de Zuppa, essendole venuti richiami contro due di quei conti, et havendo quelli fatti ritenere, uno di essi in particolare amatissimo di quei popoli, essendole per forza voluto rituore, nell’opporsi che fecero le sue genti, seguì l’uccisione de due zuppani, et che restassero alquanti de questi feriti, et amazzato un cavallo del medesimo sanzacco, il quale perciò adirato, fece immediatamente appiccare il sudetto conte, e dare il guasto alle case delli sollevati, et gli 24 stante havendo dissegnato di affatto distruggerli, dicendo lui esser di maggior servicio al suo signore l’havere il paese diserto, che sudditi inobedienti ribelli, si fece venire ducento huomini di Castelnuovo e cento de Risano in suo aiuto, gli quali vi si incaminorno immediatamente con le loro fuste ma perché all’incontro si messero in armi settecento buoni archibusieri dalla parte de Zuppani, il sanzacco terminò la sua furia col chiederle contributione di denari, et de vesti; onde che per questi motivi et per essergli buona parte de zuppani fuggiti a salvarsi in questo contado, transportandovi gli figlioli, gli animali, e le sostanze loro, di subito commessi al capitano di questo contado che, ragunati gli huomini delle ville suddite, si fermasse alla guardia del confine della serenità vostra, né permettesse (seguendo ciò che si voglia sia tra gli turchi) l’incursione in questo stato, ne che vi sii fatto alcun danno, de che molto si temea, et per il riffuggio de zuppani, et per l’inimicizia che passa tra turchi di Castelnovo e Cartola sudditi di vostra serenità, ma la preventione delle cortesie usate a detto sanzacco e suoi figlioli hano molto operato a servicio di questo contado, e avendomi ricercato di farle havere passaggio in barca da Budua alla spiaza di Antivari, come immediatamente di ciò scrissi a quel clarissimo signor podestà, partì l’altro hieri a quella volta per terminare poi a Scutari, sua ressidenza. Gratie etc.
Di Catharo gli 28 agosto 1614.

Zaccaria Soranzo, rettor et proveditor.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.