1612 Zaccaria Soranzo di Marco
Dispaccio del 12 settembre| 1614|
N.
Serenissimo Principe,
Essendo questi passati mesi seguiti motivi de qualche consideratione tra pastrovechi, sudditi della serenità vostra e gli turchi de Alessio, nell’haver quelli con armata gente improvisamente tentato di assalire la casa di Alì Begh Scura, turco principale dell’Albania per liberar dalle sue mani uno di essi pastrovichi da lui sotto buona fede svalleggiato, e fatto pregione. Tra le altre cose avenne che oltre la destinata recuperatione restassero alquanti de’ turchi in potere de pastrovichi, e da essi ancora fossero transdotti alle case loro per solo fine di poter conseguire gli denari e le robbe che il sudetto Alì Begh violentemente havea ad essi levate. A questo aviso, sino da principio per serviggio di questa navigatione, et per quello che di maggiore disconto potesse succedere, commissi a pastrovichi la restitutione delli pregioni, come in effetto due furno restituiti, e se altra instanza di pretensione mi fosse da Turchi stata fatta, haverei loro procurato ogni possibil sodisfaccimento, ma per lettere dall’eccellentissimo signor Bailo essendo io ultimamente stato avisato della comparsa a Constantinopoli del sudetto Alì, e della esclamatione ch’era per farne presso il suo signore, deviandolo da questo suo proponimento con lettere a me dirite, habbi operato ch’egli si torni a casa, et che confidasse nella giustitia che io fossi per fare quando questi sudditi fossero, come li ha egli depinti, alla parte del torto; Onde [illeggibile]
Di Catharo, gli 12 settembre 1614.
Zaccaria Soranzo, rettor et proveditor.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.