18 marzo| 1614 Giacomo Contarini
Dispaccio del 1| marzo| 1618|
N.
Serenissimo Principe,
scodono li Agà di Clissa et Salona le loro paghe dall’Emin residente a questa scala, con carico di essigere li dacii del gran signor. Et pretendendo quelli d’andar creditori di mesate scosse, si fecero lecito tratenir sei balle de zambellotti che venivano a questi lazzaretti, né contenti di ciò venero a queste stangate in buon numero, et mi fecero sapere ch’io li dovesse far esborsar li loro avanzi, overo darli li Emin nelle mani, altrimenti protestavano di proibir il comercio, né lasciar intrar vetovaglia nella città et particularmente che non haveriano lasciato macinar grani alli loro mulini, non essendovene nel teritorio della Serenità vostra. Io mi rissolsi mandar il mio cancelier con uno de questi gentil’huomeni a tratar con loro, et con mostrarli che non m’era concesso ingerirmi nelli ministri del Gran signor. Et che mi doleva nel core non poterli dar tutte quelle satisfationi che desideravano. Ma che avvertissero bene che non era mente del loro Signore coressero a questa scalla questi tumulti, né che loro si facessero lecito far rapresagia delle marcancie che capitavano in questi lazaretti, con utile et beneficio del suo signor, et con tanto mal esempio non mai più occorso, et con malissima sodisfattione de’ marcadanti. Et che ciò n’haverei fatto deliberacion tali che non li sariano piaciute, et che quanto al levar il comercio ne haverei dato conto alla Porta con loro poca satisfatione; et così partirono molto suspesi. Ond’io deliberai subito far provisione di barche per mandar a macinar li grani a Traù et Almissa, per non esser colto improviso. Il che cagionò che il giorno dietro facessero di novo instancia che le fussero dato le sue paghe, che haveriano ritornati li bambeloti, né haverebono impedito il solito comercio. Il che inteso da me operai che fossero, a conto del loro credito, accomodati dal emin di cechini cento, et così pacificati restituirono il tutto. Questo disordine di rapir violentemente le marcancie per loro pretensioni, sicome è riuscita cosa nova, né mai più occorsa a questa scala, così m’ha parso degna della noticia della Serenità vostra et se l’operato da me sarà conforme al gusto delle vostre signorie eccellentissime, lo riceverò per gracia singular dal signor Dio. Aspetando di più quello che parerà a Vostra serenità di comandarmi in simili accidenti. Né resterò di dirle, con la mia solita reverencia, che si ritrovono in questi lazaretti a far contumacia colli 1500 de merze diverse, et che ogni giorno arivano le caravane a questa scala con gran reputatione et utile alli dacii della Serenità vostra. Gratie etc.
Di Spalato, il primo marzo 1614.
Giacomo Contarini, conte et capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.