18 marzo| 1614 Giacomo Contarini
Dispaccio del 2| maggio| 1614|
N.
Serenissimo Principe,
deliberai già li dacii della Serenità vostra li qualli per gracia de Iddio tutti hanno fatto acresimento di qualche consideratione; se ben convenghi con mia maraveglia significarli che un certo datio nominato il trentesimo del prima, di questa scala fatto in ben incaminata, si faffittava tre et più mille ducatti, et hora se bene l’ho cresciuto ducatti cinquanta, non ho però possutto arivare a fin de ducatti ottocento e settanta, la causa del che trovo, che quelli delle gallere di mercantia si fano lecito portar ogni sorte di contrabando dentro la città et estrazer da essa quanto li occore, et ritrovati dalli agenti delli datiari li minaciano et ritornano nelle gallere li contrabandi, ove sonno salvati et assicurati, non ossando li officialli passar più avanti poiché vengheno minacia, anziche havendo il mio cavalier ritrovato ultimamente duoi pani senza boletta della della usita, havendoli lui tratenuti bastò l’animo a uno della gallera, spalegiato da altri, asalirlo. Il qualle se non si fusse con lo agiuto di quelli della città diffeso, lo havevanno certamente morto; contra il qualle havendo usato ogni deligenza per haverlo nelle mani, et con il far serar le porte et con far publichi proclami, mai però loho potuto havere. Continuarò la formatione del processo et venirà a quella giusticia che mi sumministrarà il signor Iddio, ho ancho fatto novi proclami contra costoro che fanno tanti contrabandi, cusì ricercato dalli datieri, a qualli prestarò sempre ogni agiuto, conoscendo questo esser servicio de rapresentanti della Serenità vostra. Mi occorre ancho di più significarli che sono informato da persone molto pratiche di questo gallere che vengono portate divers merci et di panni di seta et oro, in particular senza bolleta della usita, perché seben la usita tien un fante copia, la gallera oltre che possono haver qualche inteligenza secho lui non vi sta sempre, et di notte in particulare non feci vedere quello si caricha in diverse parte della gallera, dove la serenità vostra per tal causa riceve dano grandissimo a rimedio di che riverentemente raccordarei alle eccellenze vostre che li scrivani delle gallere non potessero, arrivati a questa scala, descaricar cosa alcuna, se prima non havettero mostrato tutte le bolete al mio cavalier. Il qual non havesse autorità di assiter il scaricho di esse robbe, cusì stimarei che si remediase a molti inconvenienti. Intendo ancho che questi mercanti del capitano a i lazareti disfatte che hanno le balle per la sanità, rifacendolo di se ne fanno quatro et se bene pagano il nollo alle alle gallere per sei, la serenità vostra però non receve il datio se non per quatro, il che anco lo conferite con il clarissimo Mudazzo, come quello assistette particularmente alli lazaretti. Il che tutto il debito della mia riverenza ho voluto significarli, come non mancherò sempre de invigilare con tutto il spirito nelle occasioni de me si appresteranno, di ben servire la serenità vostra. Grazia etc.
Di Spalato, li 2 maggio 1614.
Giacomo Contarini, conte et capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.