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18 marzo| 1614 Giacomo Contarini

Dispaccio del 27 giugno| 1614|

Serenissimo Principe,
in questi confini, per gratia del signor Dio, si trova perfetta sanità et li cose pasano con quella maggior quietezza che si possa bramare. Perciò che essendo soliti questi turchi per ogni occasione da lor possa offerirsi, d’inquietari i confini, con prohibire la venuta de’ suoi grani, et la macina de’ nostri a’ loro molini, e tutto questo per fine d’esser ingolati. Hora che si avvedono in fatti esser loro superfluo l’usar questi termini, et levar vanie, le quali non trovano luogo, si sono risoluti anch’essi di provedere con una buona quiete. Aggiungerò a vostra serenità come a questa scala tuttodì concorreno tanta moltitudine di mercantie che per il più questi lazaretti riescono angusti a capirle, il che torna a grandissimo incommodo e disgusto de’ mercanti per la penuria delle contumacie, le quali veramente dovrebbono essere in numero maggiore; percioché mettendosi tosto che giungono le robe nel lazzaretto vecchio, vi sono costritti a far molti giorni, primache possano passarsi alle contumacie del nuovo, il che quanto dispiaccia a’ mercanti non si potrbbe a instanza replicare; per la qual cosa ho preso per espediente non si trovando libera nel lazaretto nuovo, se non una sola contumacia, di partirla in due: l’una sarà di 22 giorni, l’altra di 40, accioché i poveri mercanti, i quali sono stati nel lazaretto vecchio molti e molti giorni, dovendo passar nel nuovo con mercantie obligate a contumacia di 22 giorni, non tiene astretti a farla di 40. Sto con gran disiderio aspettando le galee della mercantia, percioché li 7 di luglio saranno liberi fuori di contumacia colli n. 2.600 in circa, oltre a colli n. 850 che sono entrati nelle sopradette contumacie, et accioché quanto prima sieno spediti le galie, dimani farò gittar li cose in acqua. Ho ancora avviso, che tosto che haveran fatta la provisione di cavalli, s’inviaranno qua dal Serraglio gran quantità di colli. Si continua l’escavatione del porto, et agli 8 del corrente si è cominciato a far il molo di mezo, e spero che attesa la grande assiduità che vi si usa, si condurrà presto al suo fine; fornito poi questo mi applicherò alla cura di tutti gli altri, i quali ancora procurerò di tirare a perfettione con ogni maggior prestezza, et vantaggio di vostra serenità. Alla quale gratie etc.
Di Spalato, li 27 di giugno 1614.

Giacomo Contarini, conte et capitano.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.