18 marzo| 1614 Giacomo Contarini
Dispaccio del 8| luglio| 1614|
Serenissimo Principe,
subito partito il clarissimo signor Mudazzo mio precessore, per poter attendere con maggior cautela alle provisioni della sanità e di questi lazaretti, scrissi in serraglio a persona confidentissima, la quale mi havesse a mandare certissimi avvisi delle occorrenze che in quelle parti passassero in così fatto proposito, poiché non è mezo alcuno a sperar d’haverne verace informatione o da’ turchi, o da’ hebrei, che da paesi passano a questa parte, per gl’interessi delle loro mercantie. Così per lettera dei 20 del passato, intesi come sotto la mutation della luna del medesimo mese, per quattro giorni di grandissimo calor seguì alcuna mortalità. Hora per lettere dei 25 del prefato, intendo come essendo successi a quei quattro giorni freddi in tutto simili a quelli dell’inverno, si è totalemente estinta quella dimostratione, et in questo medesimo punto per lettere dei 30 vengo raccertato esservi perfetta sanità, di che gratie al signor Dio concorrono a questa scala le mercantie con tanta frequenza, che per il più non potendo ottener passaggio alle contumacie del lazaretto nuovo, per le angustie de’ luoghi, sono costretti a dimorar lungamente, et ocn grandissimo incommodo e disgusto de’ mercanti, nel lazaretto vecchio. Di già si sono fatti gittar le cere in acqua, et si è preparato il carico rimanente delle galee della mercantia, le quali giunte di qua non vi si haveranno a fermar più di quello che comporta il tempo di scaricarle e ricaricarle, et per li prossimi giorni d’agosto si troveranno libere di contumacia colli n. 2.800, che faranno per il carico di due altre galee, et ancora con vantaggio. Hor hora mi viene avviso come nei confini di Traù si è adunata una moltitudine di turchi n. 2.000 in circa, i quali non si sa dove habbiano a piegare, tuttavia si spera che conforme al solito loro s’habbiano a dissolvere in nulla. Non ho però mancato di darne conto all’eccellentissimo signor generale, facendo star in l’avviso tutti questi soldati de castelli della iurisdittione, così per difesa di se stessi come ancora perché si ritrovino pronti occorrendo in favore de’ traurini. Et se succedesse cosa di nuovo, ne spedirò tosto riverente avviso a Vostra Serenità, alla quale gratie etc.
Di Spalato, li 8 di luglio 1614.
Giacomo Contarini, conte et capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.