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18 marzo| 1614 Giacomo Contarini

Dispaccio del 20 agosto| 1614|

Serenissimo Principe,
mosso da quei convenienti rispetti che ricerca la vigilanza, alla qual son tenuto per conservatione della publica salute, feci publicar proclama, che niuno ardisse di passar a questi luoghi circonvicini, soggetti al signor Turco, né far scala ad altre riviere, senza mia licenza, da Almissa in qua, acciò che non nascesse disordine in materia di Sanità. Poiché quando occorre a questi cittadini di conferirsi ivi per levar le loro entrate, gli faccio accompagnare dalle solite guardie a questo deputate, et con satisfattione loro, si rende il transito sicuro et la città non manca d’abbondanza.
Ma molti sudditi di Traù et della Brazza, che o per vittuarie o per altro gl’occorre d’andar a quei confini, riceveno robbe da’ turchi, et da morlachi, et a quelli anco danno prattica, non ostante che le caravane, et altri che vengono da lontani paesi, per quattro et cinque giornate passino per esse ville, et poi a lor beneplacito fanno recaptio qua et dove gli piace, senz’haver fatto contumacia alcuna, et se li conviene dar prattica perché hanno le fedi de’ reggimenti loro, et questi della Brazza particolarmente, con occasione di una lettera di vostra serenità del 1593 a me mostrata, nella qual se li concede di poter andar in paesi turcheschi per vittuaria, professano con tal auttorità di voler continuar in questo, che però dubitando io di qualche sinistro accidente, accioch’a mia negligenza non sia imputato, ho voluto darne riverentissimo conto a Vostra serenità perché l’esito della peste, che del 1607 per simili disordini afflisse questa città, mi fa antiveder il male che se sovrasta et la debita obedienza che prestar debbo alle dette lettere mi impedisce l’ardor del prohibirli il transito, et però sì come ne ho scritto all’illustrissimi signori alla sanità così ne attenderò anco quanto prima da Vostra serenità quella commissione, che le parerà d’imponermi. Gratie etc.
Di Spallato, li 20 di agosto 1614.

Giacomo Contarini, conte et capitano.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.