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18 marzo| 1614 Giacomo Contarini

Dispaccio del 25 agosto| 1614|

Serenissimo Principe,
La sera delli 21 del corrente, su l’hore due di notte, fui avisato da una di queste sentinelle, che da Salona s’era sentito a quell’hora un tir d’artigliaria con alquanti archibugiate appresso. Onde fatto subito venir a me il signor governatore, gli diedi quegli ordini che giudicai più opportuni, facendo riconoscer il tutto, et quella notte si stette con sospetto senza potersi saper la causa di quel strepito. La mattina non fu sì tosto giorno che fatta aprir la porta circonspettamente inviai il capitano Zorzi Rados con la sua cavallaria alli confini, per scoprir et assicurar il contorno, et li diedi ordine che se non trovava alcuna novità nel nostro devesse trasfrerirsi solo a Salona, sotto pretesto di qualche negotio privato, per informarsi con certezza di quel motivo et che dovesse far capo con Cussaimben capitano in quelle parti, il qual suol mostrarsi molto inclinato et ben affetto verso di me. Dove che con la sua natural destrezza havendo il capitan Zorzi esseguito il tutto, mi riferì come da Cussaimben gli era stato scoperto l’intimo di quella novità in questo modo; che su le due hore della notte predetta un turco era ricorso a Salona a lamentarsi d’haver incontrato una massa di persone del castel Vitturi, territorio di Traù, ch’andavano verso Clissa, et ch’egli essendo stato mal trattato da quelli con fatica s’era salvato da loro; onde per questo s’haveva dato all’arme, et avisato con quel tiro Clissa et gli altri sudditi; et quella mattina poi, havendo inteso esser capo di quelle un traurino che s’era mosso a far risentimento per causa che sua madre era stata carcerata in Salona, i turchi havevano risolto di prender vendetta contra i traurini et romper la pace poco innanzi stabilita. Le quali cose intendendo esso capitan Zorzi, haveva tanto operato c’haveva mitigato l’animo irato di Cussaimben et de gli Salonesi, con parola però ch’io scriverei al signor conte di Traù et farei sì che quel traurino figliolo della donna predetta riceverebbe con degno gastigo di quella sua temeraria attentione, il che ho ancho essequito immediate et lodato Dio, spero che sarà accomodato il tutto et che per tal causa i turchi passeranno più oltre.
Diedi riverentissimo conto a vostra serenità sotto li 5 del corrente, degli avisi ch’io teniva di Serraglio, et come quel mio confidente prometteva d’assicurarmente meglio con sue prime, le quali hora mi sono capitate, date alli 21, et venute con diligenza tre giorni, nelle quali m’accerta la sanità continuar in quella città, et mi avisa che’l bassà della Bossina si trova sotto Ieneva et Lipova, aviandoseli gente ogni giorno a quella volta per l’assedio d’essi castelli, disposto al tutto di volersene impatronire. Et che di Constantinopoli ora gionto ivi un Amet Bassà dogale venuto per far il sigillo al Cadì, com’il Gran Signore ha ritornato tutti li suoi tomari, cioè villaggi, al detto Amet; il qual in Costantinopoli è molto stimato et accarezzato dal gran visir, onde si tien per certo c’habbia da esser in breve bassà della Bossina overo di Budia. Le galee dela mercantia che gionsero qui la sera delli 21 instante sarano domattina di partenza con colli n. 2.371, essendone restati di liberi che non han potuto levar colli 274, et se ne trova nelli lazaretti in diverse contumacie colli 2.059, le quali serviranno per caricar esse galee, ritornate che siano. Gratie.
Di Spallato, li 25 di agosto 1614.

Giacomo Contarini, conte et capitano.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.