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18 marzo| 1614 Giacomo Contarini

Dispaccio del 9| dicembre| 1614|

Serenissimo Principe,
Essendo tornato questa mattina il signor Giacomo Serenello mandato da me come diedi reverentissimo conto a vostra serenità li 2 del corrente, per accertarsi della nuova datami intorno alli dui turchi morti di peste lontano di qua due giornate et meza, mi ha riferto questi particolari che fedelmente rapresento. Che essenodsi lui conerito in Dumno, in quelle ville ov’erano morti essi turchi, vi si era trattenuto dui giorni per intender il tutto più minutamente, onde haveva trovato il caso esser successo in questo modo. Che tornando da Constantinopoli a casa loro quattro turchi nominati Ebraim Aghi, Omar di Alibeider, Vuch Vucassanich, et Chimal Age, gionti che furono a Ulisava, loco posto una giornata et meza oltre al Serraglio già 20 giorni vi morì Ebarin, ma non restando perciò di continuar, gli altri tre il lor viaggio verso le case loro alla terra detta Zivan Potoch, per dove sogliono transitar queste caravane, lontana di qui due giornate et meza, arrivati che vi furono, che fu già 15 giorni, volsero aprir le robbe del morto Ebrain, et quella sera medesima morse il detto Omar et la mattina seguente anco Vuch sopradetto. Alli quali nondimeno, doppo morti, non si è trovato niun segno di peste, ma solamente il cadavero di Omar esser diventato negro, che però si diceva fossero morti di petecchie, ma dubitandosi che potesse anco eser stato mal contagioso, gli altri si guardavano da quelle due case ove morirono li dui turchi predetti, con tutot che gli altri che le habitavano et l’istesso Chimel quarto loro compagno, si conservavano tuttavia con bonissima salute; et nondimeno le carovane che vengono a questa scala schivano per hora d’alloggiar né passar per quella villa, per maggior loro sicurezza. Et io non resterò intanto d’usar perciò maggior vigilanza nell’ordinario per haver continuamente nuove di paese, che succedendo qualche novità ne darò riverentissimo conto alla serenità vostra. Gratie.
Di Spallato, li 9 di decembre 1614.

Giacomo Contarini, conte et capitano.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.