1614 Agostin Tron
Dispaccio del 28 luglio| 1614|
N.
Serenissimo Principe,
fattami la consignatione di questo reggimento sotto li 20 del corrente dal Clarissimo signor Agostin Tron mio precessore come ne ho dato riverente conto alla Serenità Vostra con mie littere mi son subito posto a procurar con ogni sforzo la quiete di qeusta di questa sua fedelissima città, da me trovata piena di risse, fattioni et persecutioni non solo tra nobili et cittadini, ma anco tra questo reverendo clero, cagione di buona parte di dette discordie. M’è parso opportuno di dar principio a pacificare detto clero come quello che tirrava grandemente pericolose conseguenze, et m’è stato concesso dal Signor Dio di ridurlo, doppo molte fatiche, in quiete, havendomene anco favorito questo Monsignor Reverendissimo Vescovo quale professa di viver buon suddito e servitor a Vostra Serenità. Seguito detto accomodamnto, sarò dietro a superare le altre difficoltà che mi restano per ultimar gli altri rancori che mancano a suppirsi, pregando Nostro Signore a donarmi tanto talento che basti per effettuarlo a consolatione e benefitio di questi suoi poveri sudditi, molto consumati per causa de tali loro questioni, e di quanto succederà darò riverente conto alla Serenità Vostra, conforme all’obligo mio. Con questa occasione non debbo restare di ricordarle humilmente la presta ispeditione delli soldati supplicati dall’Ambasciatore di questa città, quali sono grandemente necessarii per la buona custodia di essa, et serviranno in oltre per la quiete rispetto che potrò farli andare la notte in patuglia per ovviar alla temerità d’insolenti di già fatti orgogliosi per non trovarsi la giustitia forze da poterli reprimere. Gratie etc.
Di Traù li 28 luglio 1614.
Francesco Tron, Conte et Capitanio.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.