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1614 Agostin Tron

Dispaccio del 15 gennaio| 1615|

N.

Serenissimo Principe,
hoggi, che sono li 15 zenner, mi furno presentate lettere della Serenità Vostra con le quali mi commette che debbi nelle cose di Monsignore Illustrissimo de Spalato darli ogni giusto suffraggio, et aiuto. Il che volentieri obedirò, ma voglio ancordire alla Serenità Vostra come alla gionta che fecci a questo Reggimento, trovai la città tutta sottosopra, causato il tutto da questi preti che pur alla fine feci ridur a quiete pacificandoli insieme; li quali preti, essendo divisi in doi parti, tirravano tutto il popolo, cittadini e nobili dall’una e dall’altra con grandissimo pericolo, nel qual anco hoggidì s’attrova la cittadinanza e nobiltà, per il che procurai dalla Serenità Vostra l’accrescimento de’ soldati per bisogno della guardia della città e per haver forze di castigare li deinquenti. Et per quello ho potuto intendere parmi che si tratti tra questi illustrissimi Vescovi di Spalato e Traù di giurisdizione, pretendendo questo Illustrissimo d’havere la prima instanza, e che non li possa esser tolta, et l’Illustrissimo di Spalato di poter far il tutto. Sì che litigando questi duoi prelati, mandano vicendevolmente scommuniche, che non sono obedite, e fanno grandissimo scompiglio, con pericolo delle anime. Né so qual via si potrebbe tenere per ovviare a scandali che potrebbono succedere. Il che havendo inteso la Serenità Vostra riverentemente la supplico di procurare che tali inconvenienti non passino avanti, acciò questa città non torni al primero misero stato. Significandole che quando si trattarà d’alcuna perturbatioe di quiete di questi popoli, denegarò il suffraggio fino nova commissione di Sua Serenità, alla quale darò immediate riverente conto. Gratie etc.
Di Traù, li 15 gennaro 1615.

Francesco Tron, Conte et Capitano.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.