1614 Agostin Tron
Dispaccio del 20 febbraio| 1615|
N.
Serenissimo Principe,
diedi li giorni passati riverente conto alla Serenità Vostra con più mani di mie d’ogni successo a questi confini, havend’io scritto al Sanzacco le scelerate opperationi delli suoi verso li miei sudditi, dal quale mi fu rescrito prontamente che li castigarà, sì come lei degnarà intender dalla aggionta copia delle sue lettere. È occorso doppoi che in nuo di questi castelli siano venuti a parole e poi alli fatti un Morlacco con uno di quel luoco, essendo restato ferito detto Morlacco d’un colpo di manerino nella testa, per causa del quale morì li 14 del corrente, essendosi subito assentato detto mio suddito. Il Sanzacco mi scrisse in tal proposito ricercandomi a castigarlo, et io gli ho resposto in quei termini che alla Serenità Vostra si compiacerà sentire dalla copia delle mie inviandole parimente quanto egli m’ha scritto, significandole che doppoi non ho mancato di fare tutte quelle demostrationi di giustitia che mi sono parse opportune, per render sodisfatto il predetto Sanzacco col quale procuro et procurarò di ben vicinare conforme alla mente della Serenità Vostra. Gratie etc.
Di Traù, li 20 febbraro 1615.
Francesco Tron, Conte et Capitano.
Allegato: dispaccio del Sanzacco di Clissa al Conte e Capitano di Traù, 18 febbraio 1615 (2 cc.)
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.