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4 marzo| 1614 Luca Pesaro

Dispaccio del 20 marzo| 1614|

N.

Serenissimo Principe,
heri matina verso le 16 hore fu date all’arma dalla parte di Grussi, per il che io proveditor subito uscito fuori con la cavallaria a quella volta poco lontano dalla città, trovai un cavalleggiero mandatomi dal capitanio di quella guardia per rifferire, che turchi in numero circa 50, parte a piedi parte a cavallo erano venuti a’ nostri confini, doi di quali con licenza del capitanio s’erano aboccati con li nostri, che li dissero che seguitavano el trozzo di disisette manzi rubbatili la notte da Uscocchi per poter a questo modo conoscer particolarmente li ladri, quali anco l’havevano amazzato un Morlacco, promettendo all’incontro di non dar fastidio ad alcuno di nostri, havendoli dato detto capitanio due soldati della sua compagnia, acciò passando loro nel nostro per veder el trozzo non li fosse da nostri dato fastidio. Affrettai il passo verso Grussi, acciò non succedesse in campagna altra novità, di dove subito spedii a Giuba il capitan Piero Pacich, acciò di detto fatto particolarmente s’informasse. Infine s’è trovato per il detto anco di tutti li nostri, che Uscocchi in numero di 18 Capi di quali erano un Pissanin, et un Bille Zincovich, altrevolte sudditi della Serenità Vostra, molto ben prattichi del paese, erano stati quelli ch’havevano rubbati li manzi, et poi traghettatili sotto la Morlacca, per il che, lasciati in campagna quelli buoni ordeni che si deve per la quiete di questi confini, son poi tornato nella città. Di questo fatto venimo a darne riverente conto alla Serenità Vostra, né si mancarà di star vigilanti, perché dalli turchi non venga tentato alcuna cosa a pregiuditio di questi sudditi, et di quanto succederà, che però noi speriamo bene, le ne darò parimente particolar aviso. Gratia etc.
Di Zara, li 20 marzo 1614.

Luca Pesaro, Capitano Vice Conte.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 13.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.