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1618 Marc'Antonio Contarini di Paolo

Dispaccio del 30 ottobre| 1619|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe
Giunsero a 24 del corrente gli portalettere de Constantinoploi con saccheti di quatro che mi scrive l’eccellentissimo signor Bailo haver loro fatto consegnare sotto gli 30 del passato et come che mi rifersero d’essersi pur a Onogoste sotto quello segnato per Vostra serenità di uno delli due morlacchi che gli dì precedenti retenero gli tre saccheti, che da me poi furono recuperati all’occasione che di qua due giorni prima il capigi, venuto per questo effetto col commandamento del Gransignore, s’era incaminato unitamente col cadi di Castelnovo per esseguir l’ordine impostole, senza punto perder tempo spedei immediate doi delli sudetti portalettere venuti, uno alli sudetti cadi e capigi et l’altro alli capi di Castelnovo con quello dragomano, perché avisti di questo molto più importante successo procurassero al tutto la recuperatione dell’intercetto saccheto e quel remedio c’hanno havuto in commissione. Al ritorno di questi messi hebbi da notte le due bande per risposta parole di buona volontà. Sopra le quali rissolsi di fermare la speditione della fregata, che seneno[?] in pronto per non inviar gli soli saccheti de mercanti, sapendo quanta commotione poteva causar negli animi di Vostra serenità e delle Eccellenze vostre illustrissime il mancamento di questo publico. Sotto gli 27 replicai nova et efficacissima instanza alli medesimi et quando io speravo alla più longa per tutto hoggi di veder o lettere o il ritorno delli messi con qualche aviso, vedendomi sopragiunta la sera e con una voce sparsa che veniva atteso all’intravenir di detti morlacchi, ho preso non più tardare la speditione della detta fregata con gli tre sacchetti serati nella solita cassella e consegnati a padron Stefano Lazari, valendomi dell’occasione che mise presenza d’inviar a Vostra serenità il spazzo hoggi capitatomi dall’eccellentissimo signor capitan generale, per quello che fra sei giorni dovendo capitar altre lettere dell’eccellentissimo signor bailo sarà all’hora da me supplito a quanto che per queste tardanze hora non possono fare, et perché più particolarmente resti la Serenità vostra informata del successo et dell’opere sin hora ho preso inviarle, come faccio, copia delli constituti e di quanto da me in particolare è stato fatto, come medesimamente è stato da me il tutto inviato al sudetto eccellentissimo bailo, significandole che fu per la speditione de questo capigi [?] significandole che per la speditione di questo capigi mi si sono occupati tutti quei mezi che da me stesso havrei procurati per mostrarme.
Di Cattaro a 30 ottobre 1619

Marco Antonio Contarini rettor et provveditor

Allegati: copia delle lettere da Costantinopoli (3 cc.), 24 ottobre 1619

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 21.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro