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24 dicembre| 1617 Piero Morosini

Dispaccio del 10 ottobre| 1619|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe
Sendomi capitata all’orecchie certa voce cparsa per questa città che doppo l’arrivo delle galee di mercantia a Spalato quest’ultimo viaggio sia stata rotta e svalleggiata una carravana che passava al Seraglio sopra li monti di Cliuno, tre giornate fa terra nel paese turchesco, deliberai di far diligentemente osservare se fosse portato a queste stangate robbe insolite et così già fu doi giorni mi fu riferito che un certo Baresca Matiin, morlacho suddito turchesco del castello di Dernis, con un altro morlacco suo compagno nominato Filippo, alle volte soldati nelle barche armate, havevano dato a vendere una massetta d’oro filato et che in certa casa nova nel borgo degli orti havevano reposto alquanti cavezzi di panno alto venetian, onde risolsi d’haver costoro nelle mani per venir in chiaro di negotio tanto importante et per rispetto della Scala di Spalato et per gli interessi della Serenità vostra, et se bene costoro andavano molto cauti sapendo come stavano in conscienza, con tutto ciò mi è riuscito d’haverne uno, cioè Baresca. Seguita le retentione di costui immediate io in persona mi son transferito alla casa che mi era stata notificata nel borgo delli orti et fatta fare dalla corte diligente cerca è stato trovato un sacco con sei cavezzetti di panno alto colloradi senza cimosce, che si vede esserli state tagliate novamente, con alcuni pezzetti di damasco et una altra con dentro un specchio tarsiato et altre robicole non già da morlachi et di più da dieci ducati di danaro in solari et monetta et in una casa vicina a questa, dove havevano familiarità è stato trovato in una cassa altri dieci cavezzi di panno alto di più colori, tutti di tre brazzi in circa con altri pezzetti di damasco, et come più particolarmente si legge per l’inventario fatto alla mia presentia con l’assistenza de doi di questi deputati alla sanità con le debite circonspetioni, per essere queste robbe state maneggiate da persone sospette et anco per esservisi trovato nella sudetta cesta doi camise et un habito alla turchesca, che vado credendo l’habbino tolto a gente ammazzate al tempo del bottino. La captura di costui non è stata poco per la sua sagacità et è da stimarsi forse al pari di quella del famoso Tabac turco da Vrana che seguì li mesi passati, come da altre mie la Serenità vostra haverà inteso; oltre la fuga di Filippo suo compagno non si vedono più a comparer a queste stangate alcuni morlachi loro amici stretti, che si credono interessati anch’essi et si sono anco absentati doi di questi sudditi, de quali tutti per quello intendo era capo il retento, che se questa gli andava fatta devesi tener per fermo e haverebbero continuato a travagliar le caravane, con evidente danno della Scala et con pericolo d’infettar così questa città come altre di Dalmatia dove smaltivano li bottini, ma il signor Dio, che vuol preservare in beneficio di questa Serenissima repubblica la detta Scala, ha permisso che costui sia nella rete, con mio particolar contento perché oltre che forse questa compagnia de tristi si disperderà, con questa captura sarà chiusa la bocca a turchi svalleggiati quando pur facessero qualche haventatezza, com’è da credere che faranno, col fargli conoscere che da medesimi loro sudditi sono stati assassinati. Continuarò la formatione del processo et di quando andarò cavando da me conosciuto degno delle orecchie di Vostra serenità non mancherò di dargliene aviso, et intanto ne ho fatto parte con li illustrissimi rettori di Zara, affinché se anco là fossero portate simil robbe possino anch’essi fare la parte loro, et così anco a Traù et a Spalato, tuttoché quell’illustrissimo rettore di Spalato non mi habbi notificato il svalleggio, come pur doveva, perché se l’havessi saputo a tempo forse che haverei alcun altro nelle forza. Mi serve quest’occasione anco per notificare riverentemente alla Serenità vostra la ricevuta a 7 di questo delle ducali di 20 del passato in proposito di sanità, in risposta de quali devo dirle come ho fatto il possibile per il passato per tenere il male lontano, che per favor del signor Dio mi è anco riuscito, sopra che aviso li illustrissimi et eccellentissimi signori provveditori et […] a quali di tempo in tempo ho dato diligenti avisi di quanto occorreva, come per mie lettere di 12 e 24 dicmbre, 2 genaro, 9 febraro 7 marzo, 7 maggio, primo giugno et 18 agosto passati et con precedenti et posteriori, con copie de constituti de quelli che mandava in paese a dare nuove, così farò nell’avenire, anzi che da alcuni giorni in qua ho levato affatto la pratica a li sudditi turcheschi per il male nuovamente scoperto nella villa Bresich pertinente a Dumno, tre giornate discosto da questo territorio, tenendo e soprastanti e guardie che ho rapresentato alli medesimi eccellentissimi signori alla sanità con altre mie di primo del corrente che l’haveva anco compartecipati li avisi alli illustrissimi signori rettori di Zara e di Traù colle deliberationi de quali mi confronto puntualmente in così gelosissima materia, sapendo tale esser il volere della Serenità vostra; colla quale, in risposta anco delle altre sue di 7 del presente devo dire riverentemente che havendo tolta informatione della qualità de fratti dei tre monasterii che sono sotto questo reggimento, doi francescani et il terzo dominicano, trovo che non solo li superiori che governano essi monasterii sono sudditi nativi, ma anco li altri, non tornando conto, per quanto intendo, a sudditi alieni di venire qui per non haver la lingua. Nell’avenire starò avertito che la mente della Serenità vostra sia essequita conforme al mio debito. Gratie etc.
Di Sebenico a 10 ottobre 1619

Piero Morosini conte e capitano

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 21.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro