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22 settembre| 1619 Filippo Molin

Dispaccio del 25 settembre| 1619|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe
Doppo haver con altre mie riverentemente significato alla Serenità vostra la comparsa del testidar a Salona con il pensiero penetrato di riveder questi confini mi giungono sue lettere delle quali et della risposta fattali ho voluto per mio debito darne riverente conto a Vostra serenità con le incluse copie. Non mi è parso denigarli l’aboccamento nel modo scrittoli, se per non haver occasione di mandarli persone con li embri in sua mano, poco dovendosi credere alla fede de turchi, come per poter con la propria voce mandarlo più sodisfatto, cavare il sigillato dall’ultimo embro ottenuto dall’autorità dell’eccellentissimo signor procurator Contarini, fu ambasciatore straordinario alla Porta, et procurare insieme qualche fede che faciliti il continuato possesso de confini et la risposta di i[?] terratici dalli morlacchi, che sono causa di tutti questi tentativi per il pensiero che hanno di sottrarsi al pagamento di quelli; se seguirà l’aboccamento sudetto stimato da me necessario per il publico servitio in qualche congiunture, terrò ogni destro modo per l’avantaggio di quello, per il che se pur converrà, come per l’ordinario non si può a meno di far qualche donativo, supplico riverentemente la Serenità vostra a rimettermi l’autorità della spesa che mi occorrerà di fare, alla quale venendo mi terrò ristrettissimo né la farò certo senza effetto profitevole al beneficio publico, la cui giurisditione et interessi sostentarò con tutte le forze et con la maggior reputatione che sia possibile. Gratie etc.
Di Traù li 25 settembre 1619

Filippo Molin conte e capitano

Allegato: copia del carteggio con l’ufficiale ottomano (1 c.), 24-25 settembre 1619

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 21.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro