22 settembre| 1619 Filippo Molin
Dispaccio del 28 settembre| 1619|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe
Vista il testedar della Bosna la risposta data da me alle lettere sue, copia delle quali con precedenti mie ho inviato alla Serenità vostra, creduta la verità degli embri che sono in mia mano, scorta la vanità di morlacchi che falsamente strepitavano et poi conscii della colpa et dubitando forse di castigo non hanno havuto faccia di comparirli avanti, havendoli fatto intendere che per haver lunato[?] i raccolti non li occorreva altro et conosciuta però la poca ragione et necessità di far tentativo nelli confini et la risoluta mia liberatione scrittali di sostentarli in qualunque modo, con qualche offitio che appresso si è fatto passar seco, ha risoluto di partirsene senza far revista né motivo alcuno in quelli, non sendosi ne men curato di veder gli embri, né di venire all’aboccamento ricercato da lui et offertoli da me per termine di buona corrispondenzaet per comprobatione de gli embri sudetti, se però esso ne haveva l’autorità, come li scrissi. Quanto possa esser tornato bene al publico interesse il suo ritorno senz’altra novità et sodisfatto, per quanto ho inteso, delle mie risposte è superfluo ch’io l’esplichi all’infinita prudenza della Serenità vostra, con la sodisfattione della quale se mi sarò riscontrato in questo negotiato mi sarà gratia l’intenderlo per mio buon governo in altre simili occasioni. Li eccellentissimi signori sopraprovveditori all’artillarie hanno dato principio a provedermi li recapiti dal metterli all’ordine; starò però attendendo il rimanente da essi et l’altre procurationi et materie per la reparatione delli torrioni, ponti et altro per poter con diligenza metter mano ad opera tanto necessaria et sogetta al pericolo di rovina et maggior spesa con l’indugio di risarcirla. Ricordarò parimenti con ogni riverenza alla Serenità vostra l’ordine per esigere queste decime e debiti antichi come per duplicate mie ho fedelmente rappresentato, poiché essendo ancora in essere la maggior parte delle intrade si renderà più facile la riscossione hora che in altro tempo. Gratie etc.
Di Traù li 28 settembre 1619
Filippo Molin conte e capitano
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 21.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro