22 settembre| 1619 Filippo Molin
Dispaccio del 10 ottobre| 1619|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe
Hoggi appunto ricevo con il solito della mia riverenza li doi mano di lettere della Serenità vostra delli 16 et 21 passato, et con quelle mi impone l’essecutione della parte in non ammettere al governo et priorati di alcun monasterio di questa giurisditione frati che non siano dello stato, et nelle altre la buona custodia di questa giurisditione in materia di sanità, stante li moti della peste in paese turchesco, in debita essecutione delle quali dirò riverentemente che si come in presente non si trova alla custodia di questi conventi se non frati sudditi della Serenità vostra, così in avvenire non saranno sicuramente admessi in quelli altri che li medesimi; et in quanto all’invigilare nella publica salute per il male che si è scoperto li mesi passati nel Serraglio et altri luoghi haverà inteso la Serenità vostra con altre mie di 22 passato quanto io habbi operato in questo proposito le diligenze, guardie, procurationi et ordini strettissimi che ho posti et il tutto con la corrispondenza dell’illustrissimo signor conte di Spalato et intelligenza dell’illustrissimo conte di Sebenico et altri signori rettori secondo con le medesime le significai et per la confirmatione delli avvisi che tengo il male si va estinguendo da per tutto, ma io non manco di ogni debita circonspettione. Ricordo riverentemente alla Serenità vostra l’ordine per la riscossione di queste decime acclusi a questa, conforme a quanto per dovere mio l’ho riverentemente suplicata et non sendo per altro. Gratie etc.
Di Traù li 10 ottobre 1619
Filippo Molin conte et capitano
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 21.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro