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22 settembre| 1619 Filippo Molin

Dispaccio del 26 novembre| 1619|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe
E’ capitato qua il cecaia del bassà della Bosna in compagnia del cadi di Clissa, spedito con lettere a i rettori convicini della provincia per inquisir sopra il svaligio di alcune some di mercantia, tolte li mesi passati nel paese loro alle caravane che da Spalato andavano in Serraglio. Ho usato seco quei termini che ho stimati convenienti alla publica reputatione in tal proposito et  in sodisfattione di dal ministro per l’interesse della scala, havendoli parimenti mostrato ardentissima volontà et qualche apparente dimostratione di far giustitia rigorosissima se havessi potuto trovare alcun delinquente in questa giurisditione; ond’egli ha mostrato restar del tutto interamente sodisfatto et con dispositione assai favorevole, che conosciuta da me per non tralasciar occasione che possi giovare all’interessi publici et di questa giurisditione già che il cadi sudetto si trovava seco, ho voluto mostrar l’embro che ultimamente l’eccellentissimo provveditor Contarini portò dalla Porta per questi confini e terratici et li ho ricercati del sigillato et essecutione, essendo diretto al sudetto cadi, sangiacco et bassà; et similmente ho dato in noto i nomi di quei castellani che hanno fatto il delitto contro il fasanio, con haverli rappresentato i danni che possono comunemente infierire et che per termine di buona amicitia et vicinanza devono prestarmi ogni agiuto per haverli nelle mani, essendo nei loro confini. Essi scopertisi assai inclinati all’uno et all’altro interesse, in questo mi hanno promesso di far ogni opera per che resti sodisfatto et in quello de confini et terratici hanno presa la copia dell’embro  et voluto che io ne scrivi al bassà et sangiacco, appresso di quali mi hanno data parola di farmi ogni efficace officio, sì che spero in questo negotiato di haver avantaggiato assai il publico servitio. Si è scusato il cadi di non poter solo metter la mano nel detto embro, per esser commesso a tutti tre unitamente et per alcune altre eccettioni trovtivi, ma io dubito che sia più tosto rimasto per non haverli fatto quelle larghe offerte di donativo che l’istesso negotio ricerca, et che io per haver le comissioni tanto ristrette come sa la Serenità vostra non mi sono preso licenza di farle et perché si tratta di materia tanto importante quanto è l’assicuratione de confini in circuito di molte miglia di paese con molte contrarietà, et fra le altre le gagliarde oppositioni di un turco primato di Clissa detto Mustafà Baracovich a cui per havere il Gran signore concesso da 60 ville molte delle quali sono comprese in questi confini con obligo di mantener con esse un corpo di militia fa egli ogni sforzo per trattener l’essecution di questo embro et che li terratici non siano dati, pertanto rapresento vivamente a Vostra serenità et con ogni debita riverenza la natura del negotio et la necessità di troncar la strada alle difficoltà, acciò dalla sua molta prudenza possa esser fatta quella provisione che stimarà apportuna in questo proposito, nel quale non mancarò io intanto di sostentare con ogni necessario termine la publica giurisditione. Gratie etc.
Di Traù li 26 novembre 1619

Filippo Molin conte et capitano

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 21.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro