1649 Antonio Diedo di Iseppo
Dispaccio del 19 aprile| 1650|
N. (senza numero)
Serenissimo principe,
venerdì di sera, 15 del corrente, doppo sette giorni dalla mia partenza da Venetia, con assai buon viaggio, capitai nel canale di Cattaro et mi trateni nel monasterio della Madonna del scoglio, 12 miglia distante dalla città, fino hieri, che presi il possesso di questo governo, renontiatomi [?] dall’illustrissimo signor Alvise Gabriel, che lo ha essercitato con universal sodisfattione di questi popoli, havendo ciò osservato chiaramente da segni dimostrativi et di affetto verso la sua persona, et faccia Dio che io possa, ad immitatione di detto illustrissimo signore, corrispondere al bisogno del publico servitio et benefficio delli medesimi fidelissimi habitanti, come con tutta l’applicatione non sarà mancato da me, in dovuto adempimento del proprio debito et di quel zelo ardentissimo che ne tengo.
Ho immediata contato in questa camera il dannaro che mi fu consegnato a Venetia di publica raggione, et occlusa sarà copia delle partite, et per il bisogno maggiore, et del stato di questa piazza, ne sarà fatta la rappresentatione da questo illustrissimo signor proveditor estraordinario Boldu, a cui incombe [?], essendo vigilantissimo, et che con tutto lo spirito [?] attende alla osservatione di essa, col quale non mancherò in tutte le occorenze di passare di buon concerto et unione, per ben incontrarmi con la mente di Vostra serenità et delle Eccellenze vostre. Gratie etc.
Cattaro, li 19 aprile 1650.
Antonio Diedo, rettor et proveditor.
Allegati:
La copia delle partite citate nel documento, 18 aprile 1650 (1 c.)
AS Venezia, Senato, Dispacci, Cattaro, b. 1
Trascrizione di Francesco Danieli.